L’AQUILA – Si riparla di rimpasto in seno alla Giunta regionale abruzzese.
E tutto questo a sei mesi esatti dalla fine della consiliatura (si votò il 15 dicembre del 2008) anche se le elezioni possono essere fissate entro il 15 marzo prossimo.
Più volte negli ultimi anni si è vociferato di cambiamenti nell’esecutivo nel variegato mondo del centrodestra ma, visto che puntualmente nessun cambiamento si è concretizzato, l’ennesimo annuncio non fa non fa notizia: vale la pena però di raccontare le modalità in cui è maturata questa nuova manifestazione di volontà di avvicendamenti nella squadra guidata dal presidente Gianni Chiodi.
Ancora una volta tutto si è consumato tra esponenti regionali del Popolo della libertà, partito di maggioranza relativa di una coalizione che in regione non brilla per i risultati raggiunti: ultima delusione è il fallimento della riforma elettorale con la conseguenza che in Abruzzo si voterà con il vecchio sistema eccezion fatta per il listino abolito nei mesi scorsi.
Di un rimpasto imminente “entro 24 – 48 ore” si è parlato in una casuale riunione all’interno del Salone della Ricostruzione che si sta svolgendo all’Aquila: a fare l’affermazione è stato il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, deputato e sindaco di Celano, la cui icona, che spesso aleggia nei discorsi del Pdl, giovedì scorso, all’improvviso, ha assunto le sembianze umane tra la sorpresa di molti, alla luce delle fugaci apparizioni del leader regionale pidiellino.
Insieme a Piccone c’erano il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Lanfranco Venturoni, il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, il portavoce del Pdl, Riccardo Chiavaroli, il consigliere aquilano del Pdl Luca Ricciuti e altri esponenti aquilani tra cui il consigliere comunale dell’Aquila ed assessore provinciale Guido Liris.
Dalla fitta chiacchierata, non sempre incentrata su disamine degne di tale nome, è emerso che il candidato numero uno a uscire dall’esecutivo è l’assessore alla protezione Civile Gianfranco Giuliante, ex coordinatore L’Aquila-Sulmona, fedelissimo dell’ex ministro Altero Matteoli, subentrato in Giunta dopo aver ricoperto nei primi due anni di consiliatura il ruolo do capogruppo del Pdl, uomo entrato spesso in polemica con il presidente Chiodi e con lo stesso Piccone.
A causare l’ennesimo annuncio di Piccone, secondo alcune fonti interne al Pdl, l’intervento di Giuliante nei giorni scorsi che, a proposito della riforma elettorale, ha invitato la maggioranza a fare la maggioranza e a decidere anche senza la condivisione di altre forze politiche “perché una non scelta, al crepuscolo della legislatura, sarebbe il triste ruggito del coniglio”.
Un invito che non ha sortito effetti, visto che la conferenza dei capigruppo di giovedì scorso ha decretato un nulla di fatto sulla riforma elettorale.
Il sostituto “naturale” di Giuliante è il suo collega aquilano Ricciuti che, a gennaio, era stato vicinissimo a passare nelle fila della neonata formazione Fratelli d’Italia.
Del defenestramento di Giuliante, la cui frattura con la dirigenza del Pdl appare insanabile, secondo i vertici del partito, dovrebbe essere utile al chiarimento in seno al Pdl aquilano ridotto ai minimi termini per le spaccature e le divisioni che durano da anni.
Un altro avvicendamento, almeno sulla carta, potrebbe riguardare l’assessore al Personale Federica Carpineta, fedelissima di Chiodi peraltro in passato data per uscente ma poi sempre rimasta in sella.
Tra i papabili assessori anche il candidato alla Camera alle ultime elezioni Massimo Verrecchia (per un soffio non è entrato in Parlamento), coordinatore comunale di Avezzano del Pdl e fedelissimo dell’onorevole Piccone.
Al di là della confusione che regna nel partitone di centrodestra, comunque, una cosa è certa: finora il rimpasto non è andato in porto per l’opposizione di Chiodi.
Chissà cosa penserà del nuovo tentativo di Piccone. Intanto, a proposito di Chiodi, nei prossimi giorni verrà convocata una riunione di maggioranza per chiedere al governatore una decisione sulla data delle elezioni, decisione che verrà fuori al termine di un confronto tra lo stesso Chiodi, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Stefano Schirò.
Sempre stando a fonti interne al centrodestra, nel corso di quella riunione alcuni consiglieri del Pdl riproporranno il tema della legge elettorale: il flop di giovedì scorso potrebbe essere mitigato visto che potrebbe ancora essere approvata la norma sull’incompatibilità tra assessore e consigliere regionale e la modifica alla cosiddetta legge anti-sindaci per la quale i sindaci, gli amministratori di altri enti e dirigenti regionali che vogliono presentarsi alle elezioni dovrebbero dimettersi entro il 15 luglio prossimo.
La modifica mira ad accorciare il periodo. Le due norme potrebbero essere “toccate” perché non rientrerebbero nelle legge elettorale che si può cambiare fino a sei mesi prima della scadenza elettorale; un termine, come detto, scaduto ieri.
Comunque, nel quadro confuso che regna nel Pdl abruzzese, influisce anche il dibattito nazionale, con declinazioni abruzzesi tutte ancora da sviluppare, sul possibile ritorno a Forza Italia con l’azzeramento dei coordinamenti regionali.






