L’AQUILA – Mensa e straordinari pagati per tutti: in Regione Abruzzo, almeno lì, non possono esistere discriminazioni tra personale a tempo indeterminato e i precari come il personale politico, assunti a tempo determinato direttamente dal Consiglio, o a contratto interinale, ma a chiamata e senza selezione pubblica dai vari gruppi politici.
Un emendamento di maggioranza alla legge di stabilità sostenuto anche dal centrodestra ha infatti stabilito che a partire da gennaio 2016 anche i collaboratori politici troveranno in busta paga i soldi per gli straordinari, con un monte ore massimo di 100 ore all’anno, e per i buoni pasto per la mensa, nei giorni di rientro, ovvero due volte a settimana, come tutti gli altri dipendenti di categoria D.
A volerlo è l’Europa, assicurano all’Emiciclo, perché la norma del 2012 che fissa cifre e criteri per l’assunzione del personale politico ha creato una discriminazione vietata da Bruxelles tra trattamento economico e giuridico del personale tempo indeterminato e quello a tempo determinato.
Altre regioni, come ad esempio le vicine Marche si sono già adeguate.
Finora infatti il dipendente con tutti i crismi della Regione aveva la mensa pagata per contratto, il portaborse doveva pagarsela invece di tasca sua, per circa 7 euro a pasto e le ore di straordinario, come altri milioni di precari, erano parificati a opera pia e nobile gesto di volontariato.
Non conta nulla agli occhi di Bruxelles che il dipendente a tempo indeterminato per essere assunto ha vinto un regolare concorso per titoli ed esami, mentre i cosiddetti portaborse sono stati chiamati a lavorare con assunzioni dirette e fiduciarie nei vari gruppi consiliari, nelle commissioni e in ufficio di presidenza, come persone competenti e di provata fede, spesso e volentieri con legami di amicizia e stima personale con questo o quel consigliere e capopartito.
Questo significa che aumenterà anche il budget annuale per pagare il personale politico dei gruppi attualmente fissato in 43.250 euro per ciascun consigliere.
L’aggravio di spesa da un primo calcolo dovrebbe essere di 3.600 euro a consigliere, per un totale di 110 mila euro complessivi.
Si specifica però nell’emendamento che la misura non dovrà comportare un aggravio di spesa.
Ovvero la copertura andrà trovata nel budget già approvato per le spese del consiglio regionale di 24, 4 milioni di euro, diminuendo altre voci.
Quello che potrebbe essere intaccato è lo stanziamento di 360 mila euro per retribuire due delegati della Regione Abruzzo alla Corte dei Conti.
Ad essere nominato a seguito ad un duro scontro in aula, sarà infatti un solo delegato, e dunque la cifra stanziata è doppia rispetto a quella che sarà necessaria.
A decidere la variazione di bilancio da attuare sarà però l’ufficio di presidenza con una deliberazione attuativa attesa nei prossimi giorni.
Bisognerà anche vedere quale sarà la posizione assunta dal movimento 5 stelle, che alle sedute di approvazione del bilancio e della legge di stabilità non ha partecipato per protesta, dopo aver occupato anche gli scranni della giunta regionale.
I consiglieri dell’M5S hanno più volte tuonato contro i costi della politica, dimezzandosi anche l’emolumento, ma è anche vero che il loro gruppo ha in servizio otto collaboratori politici.






