L’AQUILA – Nella Giunta regionale abruzzese non c’è nessuna fretta nel promulgare leggi e regolamenti, in barba alle precise tempistiche stabilite dallo Statuto e dal Regolamento interno della Regione Abruzzo, non suscettibili di interpretazioni.

A denunciarlo è il consigliere di Forza Italia Paolo Gatti, vice presidente del Consiglio regionale, e sotto accusa è il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, colui che in base all’articolo 121 della Costruzione italiana, deve promulgare le leggi ed emanare i regolamenti regionali.

Gatti ha preso anche carta e penna e ha scritto ieri mattina una lettera al vetriolo proprio al presidente D’Alfonso, e per conoscenza al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio.

“Apprendo – esordisce il consigliere – che in data 19 settembre il regolamento 21 del 2016 approvato dalla Commissione consiliare in seduta deliberante in data 7 luglio, dopo circa 60 giorni è stato finalmente da lei emanato”.

Ovvero con un mostruoso ritardo, in base alle tempistiche stabilite dallo Statuto regionale, che all’articolo 39 dice che “Il regolamento è emanato dal presidente della Giunta entro dieci giorni dalla trasmissione del testo deliberato”. Non sessanta, come avvenuto.

E non è l’unico caso di ritardo, ha scoperto Gatti.

I progetti di legge 221 del 2016, quello a lungo atteso che istituisce la Centrale unica di committenza, e il progetto di legge 215 del 2016, che prevede il sostegno all’organizzazione del raduno nazionale dei bersaglieri del 2017, non sono state ancora promulgate, ma i termini di legge sono belli che scaduti.

Il Regolamento interno dice infatti a chiare lettere, all’articolo 105, che “il presidente della Giunta regionale promulga le leggi entro il termine di venti giorni dalla trasmissione del testo deliberato, salvo che la legge regionale non preveda un termine diverso, e provvede all’immediata loro pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo”.

Ebbene, evidenzia Gatti, questi progetti di legge sono stati approvati in Consiglio regionale il 12 luglio, e trasmessi rispettivamente alla giunta il 26 luglio e il 22 luglio, quasi due mesi fa. Ma ancora non accade nulla.

“Tale condotta inopinatamente dilatoria – incalza Gatti nella sua lettera – si ripercuote con effetti negativi sulla funzionalità dell’apparato amministrativo dell’ente, e incide sull’interesse pubblico oggetto di tutela dei provvedimenti assunti dall’assemblea consiliare”.

Il consigliere chiede dunque lumi sulle “ragioni di un ritardo così lungo, rispetto ai tempi previsti dalle norme”, e ironicamente invita il presidente D’Alfonso “a leggere gli articoli 121 della Costituzione, il 39 dello statuto regionale e il 105 del regolamento interno”.

Confidando nel fatto che “le sarà agevole comprendere che allo stato, le suddette norme risultano violate”.