L’AQUILA – A 17 giorni dalla sua approvazione in consiglio regionale il 30 dicembre, dopo memorabili maratone notturne, il bilancio di previsione 2016 e la legge di stabilità ancora non vengono promulgate dalla Giunta regionale, e dunque pubblicate sul Bura.

E di fatto non esistono ancora, non hanno valore esecutivo con un conseguente vuoto legislativo, che riguarda anche norme in cui il fattore tempo è determinante, come ad esempio il divieto di costruire nuovi centri commerciali.

Tutto quello che insomma che è stato approvato con una corsa contro il tempo dai consiglieri costretti a sedute durate anche 20 ore filate, di fatto ancora  non ha vigenza,  “tam quam non esset”, “come se non ci fosse”, direbbero i giuristi  latini.

In linea di principio ad oggi vale dunque la vecchia normativa, e c’è chi osserva che ad oggi un funzionario trovandosi di fronte ad una richiesta ad esempio di concessione per la realizzazione di un nuovo centro commerciale,una delle norme approvate, non potrebbe che applicare la legge preesistente e dare l’ok.

Un’ipotesi improbabile, per le tempistiche della pratica, ma in linea di principio possibile.

 Vero è che nella legge di stabilità è scritto che l’entrata in vigore scatta il 1 gennaio 2016, ma se si dovesse determinare nel lasso di tempo di questa vacatio legislativa atti che fanno riferimento, si potrebbero generare contenziosi, nel caso l’applicazione retroattiva della Legge di stabilità, al 1 gennaio, determinerebbe un danno e la lesione di una  legittima aspettativa del beneficiario di un provvedimento.

La leggi di bilancio sono in questi giorni oggetto del cosiddetto lavoro di “collettazione” negli uffici della Giunta e del Consiglio, per integrare cioè i tanti emendamenti approvati, e elaborare in testo definitivo.

Un lavoro certosino certo, che però in Abruzzo sta portando via molto tempo.

Basta fare il confronto con quanto accaduto a Roma, con la legge di stabilità statale:  approvata il 23 dicembre è arrivata sulla scrivania del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 27 dicembre ed è stata pubblicata in gazzetta ufficiale il 28 dicembre.

Ciò significa che il lavoro di collettazione è stata fatta in tre giorni  a cavallo del Natale, operazione molto più complessa rispetto a quella di cui necessita una legge di bilancio regionale, perché nella stabilità nazionale andavano accorpati integrati e ordinati la bellezza di  999 commi,  approvati  con il maxi emendamento e con il voto di fiducia.

La non entrata in vigore del bilancio di previsione poi comporta in questi giorni l’esercizio provvisorio, e il regione della “spesa per dodicesimi” ovvero non si possono fare impegni finanziari che superano una cifra pari ad un dodicesimo delle poste iscritte nei capitoli del vecchio bilancio, e non si possono invece sbloccare le spese non frazionate, come le bollette energetiche, che evidentemente non si possono pagare a rate.

Per la stessa ragione, in attesa della pubblicazione sul Bura della Legge di stabilità, i collaboratori politici dei gruppi non possono godere dei benefici della norma che estende anche a loro l’erogazione dei buoni pasto gratuiti nella mensa della regione.