L’AQUILA – Si spacca il fronte sindacale nella dura vertenza con la Regione Abruzzo per i mancanti pagamenti delle cosiddette indennità “per specifiche responsabilità” ai 1.400 dipendenti della giunta regionale abruzzese.

La Uil funzione pubblica nella riunione di oggi pomeriggio con il direttore generale Cristina Gerardis ha infatti abbandonato il tavolo, denunciando l’assoluta mancanza di risposte. Rimasti a trattare invece le altre sigle sindacali.

L’erogazione dell’extra, che vale circa 1.800 euro netti all’anno, è prevista dal contratto integrativo decentrato. E l’importo era stato quantificato in un accordo di febbraio tra Regione e sindacati, atteso invano nella busta paga di marzo.

Come viene stabilito all’articolo 8 del contratto decentrato, questa indennità spetta a seguito del conferimento di compiti “non rientranti negli ordinari e consolidati compiti individuali e delle strutture interessate”. Ad esempio il coordinare o anche il partecipare a gruppi di lavoro, occupandosi di procedure “di natura complessa”. O anche per l’attribuzione di compiti che prevedano dirette assunzioni di responsabilità di iniziativa e di risultato, e per “funzioni di particolare impegno professionale che comportano attività di studio, analisi, verifica e la redazione di atti e relazione non standardizzati di natura complessa”, per “attività connotate da particolare disagio”, ed anche per attività che “comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e la integrità personale”. 

Il mini premio di produzione insomma per i dipendenti, poca cosa se confrontati invece con i premi di produzione dei dirigenti che è nell’ordine delle decine di migliaia di euro l’anno.

La Uil da quanto trapela è pronta anche alla mobilitazione, se entro 10 giorni non sarà erogata la somma e avrebbe chiesto un incontro con il prefetto della provincia dell’Aquila Giuseppe Linardi.