L’AQUILA – Il costo dei ticket sanitario non potrà superare quello della prestazione per la quale viene pagato.

Lo ha deciso la prima commissione del Consiglio regionale durante la sessione di bilancio che ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge finanziaria presentato da Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), Antonio Saia (Comunisti italiani) e Walter Caporale (Verdi).

“Il recente inasprimento dei ticket sulla diagnostica e su tutte le prestazioni specialistiche con l’aggiunta di 10 euro per ogni impegnativa – scrivono i tre consiglieri di opposizione – che si viene a sommare alla quota di partecipazione già prevista, comporta che molte prestazioni prescritte agli assistiti impongono a questi ultimi l’esborso di una somma addirittura superiore all’intero costo, secondo il tariffario nazionale, della prestazione”.

“Ciò avviene per esempio – spiegano Acerbo, Saia e Caporale – per le visite specialistiche, per molti esami di laboratorio, per esami radiologici semplici quali i raggi X al torace o di vari segmenti scheletrici, per l’esecuzione di elettrocardiogrammi, spirometria e altri esami”.

I consiglieri, infine, “esprimono soddisfazione per questo provvedimento, ancorché parziale, che alleggerisce i costi che oggi i malati affrontano per potersi curare e si augurano che l’emendamento accolto in commissione venga confermato in aula”.