L’AQUILA, 21 MAGGIO – La questione delle indennità dei consiglieri regionali abruzzesi è sul piatto ormai da molto tempo. Dopo tante chiacchiere, il Partito democratico ha provato a fare un primo passo concreto, decurtandosi le sue. Per bocca del capogruppo, Camillo D’Alessandro, dal Pd è arrivata anche una proposta di portare le indennità abruzzesi all’ultimo posto in Italia, facendole diventare le più basse quale che sia l’importo. Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Consiglio, Nazario Pagano.
“La nostra – spiega D’Alessandro – non è una proposta ma un fatto concreto. Abbiamo dato mandato agli uffici di decurtare ogni mese del 10 per cento entrambe le indennità, sia quella consiliare che quella di funzione, quest’ultima riservata ai capigruppo, ai presidenti e vice presidenti di commissione. Le somme tagliate dovranno essere accreditate al capitolo di bilancio sulle politiche sociali”. Per il mese corrente, il presidente Pagano ha fatto sapere che è troppo tardi per soddisfare la richiesta perché i pagamenti sono già stati inviati, ma D’Alessandro ribatte: “Verseremo autonomamente le somme, non c’è problema”.
Al di là del gesto immediato, il problema delle indennità andrà affrontato probabilmente con una legge. Il Pd vorrebbe portare le indennità abruzzesi al livello più basso d’Italia, ma il presidente del Consiglio regionale ricorda che “è noto ormai a tutti che la Regione Abruzzo è collocata all’ultimo posto di dette percentuali, con il 65 per cento della indennità percepita dai componenti della Camera dei Deputati, insieme a Veneto, Toscana, Molise, Marche, Lombardia, Liguria, Lazio ed Emilia Romagna”. “Ma se le indennità sono già le più basse – ribatte D’Alessandro – Pagano abbia il coraggio di affermare che non si devono tagliare! Anche se le somme fossero basse, la nostra proposta è quella di portarle a essere quelle minime in Italia”
Duello anche sulla proposta di testo unico sull’argomento ricordata da Pagano, che “prevede invece un’ulteriore diminuzione del 10 per cento oltre a una drastica riduzione del vitalizio e alla semplificazione e riorganizzazione dell’intera materia. Pertanto – conclude il presidente – si tratta di un progetto di legge esaustivo e completo”. Ma dal Pd trapela scetticismo: “Questa riforma – replica il capogruppo D’Alessandro – è stata più volte annunciata, anche durante i “ritiri spirituali” del Pdl, ma mai presentata ufficialmente. Siamo disposti a discuterla e anche a votarla quando arriverà in Consiglio, intanto le indennità ce le riduciamo da soli”.




