L’AQUILA – Assenza, a distanza di due settimane, degli atti deliberativi adottati per il conferimento dei nuovi 51 incarichi dirigenziali della Regione Abruzzo; capi dipartimento nominati prima di stabilire le specifiche deleghe di ciascun settore; ricorso a dirigenti esterni senza programmazione del fabbisogno e senza tenere conto che a breve arriveranno i dirigenti delle Province a cui sarà necessario garantire un posto.
Sono queste e tante altre le perplessità della Direr, il sindacato dei dirigenti e dei quadri diretti delle Regioni, per voce di Silvana De Paolis, il segretario nazionale e anche regionale, che gettano ombre sulla riforma della macchina burocratica che pure il presidente, Luciano D’Alfonso, presentò un anno fa come la madre di tutte le riforme per far diventare l’Abruzzo una regione “facile e veloce”.
Un auspicio la cui realizzazione il sindacato Direr per ora smentisce, vista, tanto per cominciare, l’assenza degli atti deliberativi di nomina dei dirigenti che, assicura la De Paolis, “sta provocando grandi incertezze fra il personale, con inevitabili ritardi nella gestione delle pratiche e disagi per gli utenti”, evidenziando “la scarsa chiarezza sui requisiti e i criteri di scelta”.
Il Direr, insomma, ha chiesto di poter avere accesso agli atti di conferimento da parte della Giunta regionale, con tutte le motivazioni e la documentazione di supporto.
“Questa documentazione – denuncia la De Paolis – non è stata pubblicata ancora sul sito della Regione e non è stata consegnata nemmeno in copia al sindacato. E noi continuiamo a ritenere che le scelte siano state effettuate senza criteri oggettivi, punteggi e indicazioni di competenze, quindi con una scelta eccessivamente discrezionale”.
“La rotazione dei dirigenti, imposta dalla legge anti corruzione – incalza ancora – prevede comunque che il dirigente che va a occuparsi di un nuovo servizio abbia delle competenze affini, che non sia del tutto digiuno della materia, altrimenti viene compromesso il buon funzionamento della macchina amministrativa”.
Senza risposte anche le perplessità sul mancato rinnovo delle nomine dei capi dipartimento, a due settimane dall’“atto di significazione”, una sorta di diffida, nella quale la Direr evidenzia “i punti di dubbia legalità sulle procedure per il conferimento di incarichi posti in essere dalla amministrazione regionale”.
“La nomina dei capi dipartimento, a partire dal dicembre 2014 – spiega a tal proposito la De Paolis – è avvenuta prima della riorganizzazione delle deleghe assegnate al loro dipartimento”.
E questo significa che sono selezionati in base ai curriculum dalla Giunta “capi dipartimento che oggi si dovranno occupare di deleghe diverse da quelle che al momento del bando erano previste in quello specifico dipartimento”.
Un po’ come acquistare un calciatore senza sapere in che ruolo giocherà, come portiere o centravanti.
Chi ha partecipato al bando, ed è stato escluso, ma che aveva tutte le competenze di quelle materie, questa la conseguenza anche giuridica, “oggi potrebbe essere autorizzato a impugnare una competizione viziata”.
Infine la questione del numero dei dirigenti, l’uso improprio di quelli esterni, senza un serio calcolo di fabbisogno a supporto, e ancora i posti rimasti scoperti.
Tutti nodi da sciogliere e per farlo la Direr chiede di aprire subito un tavolo di confronto.
“Non si è voluto dar seguito alla proposta del sindacato di riduzione di alcune posizioni dirigenziali, talché allo stato molti servizi risultano vacanti e necessitano di copertura”, la denuncia.
Ma quello che è più grave per il sindacato di categoria è che la Regione ha già attivato dall’inizio dell’anno 2015 comandi e contratti a tempo determinato per dirigenti esterni senza programmazione del fabbisogno mentre è ancora in corso l’iter del progetto di legge sul riordino delle Province.
“La riorganizzazione e la immissione di nuovo personale deve tener conto prioritariamente dell’ingresso di personale dalle Province, e dunque nessun altro posto di dirigente o di funzionario deve essere posto a bando, anche per incarichi esterni, se prima non viene valutata l’immissione dei dipendenti in esubero delle Province abruzzesi – sbotta la De Paolis – Tutte le risorse disponibili devono essere convogliate verso quest’unico obiettivo per la salvaguardia dei livelli occupazionali”.
Il sindacato Direr chiede di aprire subito il tavolo per la programmazione del fabbisogno di personale per capire quanti sono i posti a disposizione per riassorbire il personale delle Province.
Questo subito, senza attendere l’approvazione da parte del Consiglio della legge di riordino, con cui la Regione si impegnerà formalmente ad assorbire centinaia di dipendenti e assieme alle deleghe che prima erano i capo alle quattro Province abruzzesi che la riforma Delrio ha fortemente ridimensionato e che si occuperanno solo di edilizia scolastica, viabilità, e autorizzazioni ambientali.
“Non siamo per l’immobilismo e la conservazione – conclude la De Paolis – ma senza una strategia ed un interlocutore politico certo non si potrà che aumentare confusione e tempi di una Regione lenta”.





