PESCARA – “Mi dispiace constatare che sugli stipendi d’oro Gianni Chiodi si faccia scudo dell’assessore Federica Carpineta, ma purtroppo fa parte del suo temperamento! E comunque, poiché considero davvero non replicabile la sua dichiarazione, mi limito a dire che le darò ragione, se mostrerà a me e agli abruzzesi che rappresenta in Giunta la disposizione di legge o del contratto nazionale che l’hanno obbligata, come ha sostenuto, ad aumentare del 90 per cento le retribuzioni di risultato di direttori e dirigenti della Regione”.

Lo ha affermato in una nota il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini.

“Con l’intesa però – attacca – che se non riuscirà a farlo, dopo quello che mi ha detto, potrò permettermi educatamente di suggerirle di occuparsi di altro”.

“Per il resto – prosegue – mi fa piacere constatare che mi considera una specie di Coreco, addirittura con poteri di richiesta di annullamento o di rettifica degli atti, ma mi dispiace confessarle che, nonostante gli sforzi, non sono ancora riuscito ad organizzarmi in modo tale da operare un controllo di legittimità su tutta l’attività amministrativa della Regione Abruzzo”.

“E in verità credo anche di non essere stato eletto per fare solo questo – dichiara – L’errore più grande che l’assessore Carpineta commette è quello di difendere l’indifendibile”.

“Le ho detto in più occasioni, e non potrà smentirlo – spiega – che se avesse avuto bisogno di aiuto da parte dell’opposizione per mettere in campo riforme difficili da far digerire l’avrei sostenuta, certo di poter convincere anche gli amici del Partito democratico a fare altrettanto. 

“Le ho offerto questa disponibilità – ha detto sempre Costantini – perché sapevo perfettamente quali e quante difficoltà avrebbe incontrato, qualora avesse deciso con fermezza di aggredire un ‘bubbone’ che costa all’economia regionale molto più di quanto già costino i loro stipendi d’oro”.

“Un ‘bubbone’ alla continua ricerca di alleanze e di coperture politiche – continua – perché solo fortissime coperture politiche possono consentire che oltre cento dirigenti vengano valutati tutti al ‘top’, in modo da assicurare a tutti, indistintamente, il massimo della retribuzione di risultato”.

“Ebbene, dopo quasi tre anni l’assessore ha prodotto null’altro che una ‘confessione’, perché adottare una delibera che afferma che in futuro finiranno i premi uguali per tutti, vuol dire riconoscere che fino a oggi sono stati elargiti premi uguali per tutti. In pratica vuol dire darmi ragione, senza se e senza ma e di questo la ringrazio”, dichiara Costantini.

“In ogni caso, la mia disponibilità è rimasta inascoltata e l’assessore e, con lei, Chiodi e la sua Giunta, hanno preso la loro strada, la solita, quella della difesa di una ‘casta’ forse ancora più potente di quella dei politici, mentre io ho continuato a percorrere la mia strada, quella che credo in molti ormai conoscano. Tutto il resto sono solo parole, che umiliano ulteriormente una categoria, quella dei rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni pubbliche, alla quale vorrei un giorno potermi onorare di appartenere”, conclude il capogruppo dell’Idv.