L’AQUILA – C’era una forte preoccupazione per i due Consigli regionali previsti oggi, entrambi saltati: i comitati cittadini aquilani avevano promesso battaglia, una promessa paragonabile a una minaccia, vista l’invasione di ieri dell’aula consiliare di palazzo dell’Emiciclo da parte di un centinaio di persone.
Ma la minaccia è andata a vuoto, inutile è risultato lo spiegamento di forze di polizia, più corposo e organizzato rispetto a quello di ieri (c’era la Celere): questa mattina dei comitati si sono viste poche anime, oggi pomeriggio gli insorti (nella foto) sono arrivati a qualche decina, ma nulla più.
La sensazione è che il fulmine a ciel sereno dell’arresto dell’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, e le indagini sui senatori del Pdl, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, oltre che a scompaginare il Consiglio regionale abbia sparigliato le carte anche tra gli aquilani dei comitati.
Una sensazione confermata anche da Mauro Zaffiri, esponente del presidio permanente di piazza Duomo.
“Siamo una cinquantina di persone – dice – ma sulla partecipazione ha influito il fatto che il Consiglio di questa mattina non sia stato fatto, come poi pure quello del pomeriggio. Ogni giorno è diverso e cambia tutto, non è facile mantenere alto il livello del coinvolgimento, anche se ci proviamo”.
Il nuovo scandalo di affari tra politica e imprenditori ha colpito non poco i comitati: “Solo ieri – ricorda Zaffiri – la Stati ci parlava di trasparenza, legalità, e oggi hanno arrestato Venturoni!”.
La nuova bufera, comunque, non distoglie i comitati dalla loro richiesta: “Arresti o non arresti – conclude Zaffiri – il Consiglio regionale dovrà mantenere il suo impegno, facendo una seduta solo sulla ricostruzione. Non può pensare di lavarsene le mani, per noi è questa la cosa più importante”. (alb.or.)



