L’AQUILA – Una “agenda di fine consiliatura” per preparare il terreno a un bis del centrodestra e del Popolo della libertà alle prossime elezioni regionali.
A chiederla è l’assessore regionale aquilano Gianfranco Giuliante, nella sua analisi ‘a freddo’ del voto, tra “chi perde per non aver vinto abbastanza e chi vince per non aver perso abbastanza”, in riferimento al Pd e al Pdl.
Ragionando come un’espressione matematica, con tanto di parentesi quadre e tonde, Giuliante invita a non sottovalutare il Movimento 5 stelle neanche per le prossime consultazioni, che avranno dinamica differente da quella nazionale e soprattutto le preferenze.
Nelle settimane pre-voto Giuliante si è distinto per fermento politico guidando gli scontenti aquilani delle scelte regionali pidielline e fondando un intergruppo in Consiglio regionale, “Presenza popolare”, con Angelo Di Paolo, Riccardo Chiavaroli e Antonio Menna, quest’ultimo proveniente dall’Udc che è all’opposizione.
LA NOTA COMPLETA
Perdere vincendo è quanto è toccato in sorte al Pd. Vincere perdendo è quanto è toccato in sorte al Pdl. L’alchimia dei numeri in Abruzzo come in Italia offre uno spaccato inedito. C’è chi “perde” per non aver vinto abbastanza. C’è chi “vince” per non aver perso abbastanza.
L’unico soggetto che si può dire abbia vinto-vincendo è il Movimento 5 Stelle, e vincendo ha colto il suo primo obiettivo: ha paralizzato il sistema. Nelle prime analisi, le diverse parti in campo, sottolineano il positivo, e non si è ancora abbastanza freddi per un’analisi sistemica.
Alle regionali, prossime venture Grillo ci sarà, e volendo ragionare con i dati dell’oggi, dovremmo dire che avremo di fronte il primo partito in Abruzzo.
Le modalità di voto presumibilmente non garantiranno una identica trasposizione di voto tra politiche e regionali e quindi una identica affermazione [Si raffronti nello stesso giorno quanto preso da Grillo nel Lazio alle Politiche (928.798 voti) e quanto alle Regionali (467.215 voti)] ma è comunque una presenza da non sottovalutare!
Così come è da non prendere sotto gamba l’enorme massa di voti in uscita dal recinto del centrodestra rispetto alle politiche 2008.
L’ultimo anno di consiliatura avrà bisogno di scelte forti e condivise, e dovrà essere capace di intercettare le esigenze di un territorio che vive problematiche tanto drammatiche quanto urgenti. Potrebbe essere utile una agenda di fine consiliatura.






