L’AQUILA – Non ci sono gioielli né bottiglie di vino pregiato ma solo qualche uscita non regolare, però anche le spese del gruppo misto nel Consiglio regionale dell’Abruzzo sono finite nel mirino della Corte dei conti, che non ha approvato il consuntivo 2012.
L’affitto di una sede ad hoc nel Chietino con importi che superano le “pezze d’appoggio”, e ancora pagamenti di giornali, del ristorante di un autogrill e di missioni chilometriche non documentate: in tutto circa 2.600 euro che i due consiglieri che l’anno scorso facevano parte del gruppo, Emilio Nasuti (centrodestra) e Franco Caramanico (Sinistra ecologia libertà), mentre Nicoletta Verì si è aggiunta solo nel febbraio 2013, hanno dovuto tirare fuori di tasca propria.
Non è la prima volta che accade una cosa del genere: si contano almento cinque-sei casi simili, compreso quello di un consigliere costretto a “ricacciare” 800 euro spesi per comprare, con i soldi del gruppo, una cameretta per una famiglia indigente.
La sentenza della magistratura contabile sul gruppo misto porta la data del 7 giugno scorso ed è presente sul sito ufficiale della Corte, ma non su quello dell’Emiciclo.
Briciole rispetto agli scandali in corso di accertamento nelle altre Regioni, spesso sfociate in inchieste giudiziarie, come quella del Lazio che ha portato alle dimissioni dell’ex governatrice Renata Polverini.
Anzi, l’Abruzzo, sotto questo punto di vista è all’avanguardia, avendo approvato per primo una legge taglia-costi, conformandosi ai decreti draconiani dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
I provvedimenti tremoniani, oltre alla diminuzione del numero dei componenti dell’assemblea (scesi da 45 a 31) e degli assessori (da 10 a 6) e le riduzioni su indennità e pensioni dei “paperoni” dell’Emiciclo, prevedevano appunto una stretta sui controlli dei conti attraverso l’istituzione di un collegio dei revisori, che l’Abruzzo già aveva del 1997.
Innovazioni che hanno portato la Regione a essere presa come modello di riferimento per iniziative simili che poi si sono estese in tutta Italia. Infatti in Abruzzo un consigliere, come quota riversata ai gruppi, oggi costa “solo” 5 mila euro l’anno, la metà di quanto spettava prima della riforma.
A leggere le censure della Cdc sull’operato del gruppo misto, inoltre, emerge una questione di opportunità circa la sede presa in affitto a Lanciano, nel Chietino, territorio dal quale provengono sia Nasuti che Caramanico.
Il Consiglio regionale ha già uffici destinati all’attività istituzionale all’Aquila e Pescara, per cui appare singolare la necessità di averne un’altra: nulla di illegale, sia chiaro, infatti la Corte dei conti eccepisce solo un surplus di poco meno di 1.000 euro tra quanto versato per un anno (8.930 euro) e quanto effettivamente rendicontato (7.958,67 euro), ma solo un fatto morale, visti i tempi di sacrifici cui sono chiamati gli abruzzesi per fronteggiare la crisi.
Secondo quanto si è appreso a “dimenticare” per strada qualche bolletta sarebbe stato un consulente distratto del gruppo.
Per questi motivi la Corte ha chiesto la presentazione di documentazioni integrative, che sono state prodotte per il tramite del governatore Gianni Chiodi, chiamato in causa come rappresentante legale dell’ente. Ma questo non è bastato a superare il vaglio di conformità, pertanto “le incongruenze restano insolute”, denunciano i giudici contabili.
L’assenza di giustificativi, fosse anche per cifre non esorbitanti, induce tuttavia a pensare a superficialità nella gestione del pubblico denaro che, come tale, meriterebbe quanta e più attenzione rispetto all’utilizzo che si fa di quello proprio.
Tutti regolari, invece, i bilanci degli altri gruppi presenti in Consiglio.
Visto il piccolo precedente, comunque, a questo punto sarebbe interessante conoscere l’esito delle “ispezioni” effettuate dai revisori negli anni prima del 2012 per avere contezza dell’avvenuto controllo che, in qualche modo, dimostrerebbe chiaramente che l’Abruzzo, come detto a più riprese dai suoi rappresentanti politici, è diversa dalle altre.
“Io sono stato il promotore della spending review in Consiglio regionale e dell’azzeramento delle pensioni, non ho neanche la ricevuta di un ristorante, non ci sto a passare come quello che si approfitta delle spese del gruppo misto per fare le cenette”.
Replica così il consigliere regionale Emilio Nasuti all’articolo di AbruzzoWeb di questa mattina che ha posto in evidenza una serie di rilievi della Corte dei conti sulle spese del 2012.
“Per quell’anno il deliberato finale era in capo al presidente della Regione che, attraverso l’ufficio di presidenza, ha dichiarato che tutti i gruppi erano in regola. Solo da quest’anno sarà la Corte dei conti a emettere il verdetto finale”.
Nasuti prosegue affermando che “quanto eccepito a giugno a luglio è stato acclarato. Siamo andati a spiegare tutte le cose che ci avevano contestato, ma il rimborso era avvenuto già a febbraio”.
Sul tema della sede di Lanciano (Chieti), il consigliere ricorda che “da quest’anno non la paga più la Regione ma io personalmente. Non è stato un passaggio alla chetichella, lo abbiamo comunicato ma non sempre viene dato spazio a queste notizie”.
Come ulteriore replica lo stesso Nasuti e l’altro componente al 2012 del gruppo misto Franco Caramanico hanno inviato una nota. (alb.or.)
LA NOTA COMPLETA
I rilievi mossi dalla Corte dei Conti nei riguardi del bilancio del Gruppo misto si riferiscono a una fase intermedia del processo di verifica della regolarità nei bilanci dei gruppi.
Ne è riprova il fatto che, in data 2 luglio 2013, nell’ambito di un incontro effettuato con i magistrati contabili a seguito di richiesta formale, i componenti del Gruppo misto hanno avuto modo di fornire “gli elementi necessari a provare la completa congruenza tra le spese effettuate e i riscontri contabili”.
A farne fede è la successiva e definitiva deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale n. 125 del 24 settembre, avente a oggetto “Approvazione Conti consuntivi Gruppi Consiliari relativi all’anno 2012”, dove il Collegio dei Revisori dichiara “di aver controllato la regolarità formale, come richiesto dalla art.5 della legge regionale n.15 del 1993, dei singoli conti consuntivi”.
La stessa deliberazione è stata, come da regolamento, inviata alla Corte dei Conti. Si sottolinea, inoltre, che tutta la relativa documentazione è visionabile sul sito del Consiglio regionale, a conferma della trasparenza e della legittimità degli atti.
Tutto ciò premesso, chiediamo una immediata rettifica della notizia divulgata.






