L’AQUILA – Le cifre sono ancora abbozzate, subiranno come vuole la liturgia amministrativa variazioni in corso d’opera, l’unica cosa certa è che anche il prossimo bilancio di previsione della Regione Abruzzo, che la Giunta si appresta nel prossime ore a licenziare, sarà l’ennesima manovra assai misera, con ben pochi soldi a disposizione.

A causa di tre macigni che gravano sui conti della Regione e sui cittadini abruzzesi: i debiti della sanità ancora commissariata, il taglio di 105 milioni di euro di trasferimenti da parte del governo di Matteo Renzi, il salasso da 450 milioni di disavanzo evidenziato dalla Corte dei Conti da ripianare a rate.

Unica consolazione è che non si assisterà a nessun assalto alla diligenza da parte di famelici consiglieri armati di sub-emendamenti anonimi e notturni per destinare poste a questo o a quello. Ma questo solo perché, a bordo della diligenza che passerà, non ci sarà nessun tesoretto da saccheggiare.

Da indiscrezioni, tolti i 2 miliardi di euro blindati del fondo sanitario, le risorse disponibili saranno di circa 388 milioni di euro. Di questi appena 10 milioni per le politiche sociali, a cui si aggiungono 12 milioni per la voce “compartecipazione oneri assistenza sociale”, in particolare per i ticket per la riabilitazione, altrimenti completamente a carico degli utenti.

Per i contributi alle associazioni sociali ci saranno appena 2,2 milioni. Per cofinanziare il Piano di sviluppo rurale ci saranno 9,1 milioni. Ben  92 milioni se ne andranno per pagare cartolarizzazioni, i mutui e i prestiti, a cui si aggiungono 25 milioni per pagare le rate dei mutui accesi per realizzare le opere pubbliche, 72 milioni per il fondo sociale europeo 2007-2013.

E ancora 25 milioni  per i costi di funzionamento del Consiglio regionale, 10 per i beni e servizi, 8 milioni per gli oneri di informatica, 3 milioni per la Protezione civile, 41 milioni per i trasporti, che si aggiungono ai  132 milioni del fondo nazionale. 53 milioni progetti obiettivo e l’istituto zoo profilattico. Meno di 1 milione di euro per il Parco Regionale Sirente Velino.

Lo scenario, a conti fatti, è dunque ben poco lusinghiero: ben altre risorse occorrerebbero per rilanciare l’economia regionale, dare concretezza all’ambizioso programma di investimenti promessi dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, per far fronte all’emergenza sociale e lavorativa, in tempi di dura crisi.

Lo lascia intendere lo stesso presidente della prima commissione (Bilancio), Maurizio Di Nicola, di Centro democratico. E già da oggi le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 stelle annunciano battaglia in Consiglio regionale dove, all’ordine del giorno, c’è la discussione e approvazione del Documento di programmazione economia e finanziaria, un atto propedeutico al bilancio di previsione, in cui vengono illustrate le strategie del governo regionale fino al 2017.

Il bilancio di previsione, invece, una volta licenziato sotto forma di proposta dalla Giunta regionale, sarà trasmesso al Collegio revisori per verificare il controllo formale e giuridico. E poi approderà in prima commissione, dove di solito si darà battaglia su ciascuna posta con l’imperativo di approvarlo in Consiglio entro e non oltre il 31 dicembre.

Un testo che, mette le mani avanti Di Nicola, non sarà blindato.

“Posso preannunciare – afferma ad AbruzzoWeb – che in commissione tutte le forze politiche potranno presentare emendamenti, e come maggioranza ci impegniamo a valutarli ed eventualmente a recepirli, purché ovviamente non venga snaturata l’impostazione della manovra”.

Mentre l’assessore al bilancio Silvio Paolucci è concentratissimo a dare le ultime limature alle tabelle del bilancio prima del passaggio in Giunta, Di Nicola ammette che “sarà un bilancio difficile, abbiamo meno trasferimenti dallo Stato, l’obbligo non ancora concluso di mettere in sicurezza i conti della sanità, e poi l’obbligo che ci viene dalla Corte dei Conti  di ripianare il disavanzo”.

Disavanzo: ovvero gli anni di finanza creativa che consentiva, anche in Abruzzo, di mettere in bilancio entrate solo presunte per giustificare maggiori spese. Ora questo debito, cresciuto fino a 450 milioni, andrà ripianato con un ammortamento ventennale che prevede quote da 20 milioni di euro l’anno a partire da questa manovra.

Lecito chiedere al presidente di commissione dove questa volta si affonderà il coltello per i tagli più dolorosi. Ma la parola tagli Di Nicola non vuole sentirla, perché è più giusto parlare di “rimodulazione”, secondo lui.

“Vista la scarsità di risorse – spiega il consigliere –  dobbiamo utilizzare quelle disponibili in modo più razionale, dobbiamo riorganizzare la spesa in particolare per il sociale e per la cultura, individuando le priorità, che è cosa diversa dal tagliare le risorse”.

“Il Documento di programmazione economica – prosegue di Nicola – che sarà discusso in Consiglio nelle prossime ore pone a tal proposito importanti obiettivi da questo punto di vista, come per esempio il riordino delle società partecipate, la trasparenza e la sburocratizzazione, tutte azioni che avranno effetti molto positivi sul bilancio, senza sacrificare i servizi a vantaggio dei cittadini, anzi migliorandoli”.

La buona notizia è che non sono previste nuove tasse

“La nostra intenzione – spiega Di Nicola – è anzi di ridurre le tasse nei prossimi anni, e del resto aumentarle sarebbe impossibile perché le addizionali regionali sono già ai massimi”.

Ed è proprio sulle tasse, quelle in particolare che erano state ridotte e che ora probabilmente saranno riaumentate,  che si scatenerà la vis polemica in aula da parte di Forza Italia, che in queste ore si mobilita per il No tax day.

“Il bilancio non promette niente di buono – tuona il consigliere forzista Mauro Febbo, componente della prima commissione –  eppure si liberano quest’anno 60 milioni di euro perché è stata chiusa una cartolarizzazione del debito sanitario, e l’anno prossimo ne scade anche un’altra e si libereranno ulteriori 105 milioni. La Regione avrebbe già ora qualche margine di manovra e invece par di capire che non confermerà il taglio delle tasse di oltre 32 milioni 800 mila euro, da noi approvato ad aprile con la legge 32, e su questo punto siamo pronti alle barricate, in sede di approvazione di bilancio e quando la nostra proposta di legge tornerà in aula”.

Altro fronte caldissimo, tra i vari capitoli quello della compartecipazione della Regione ai finanziamenti europei del Piano di sviluppo rurale, e sui fondi per il sociale, in particolare sulla copertura finanziaria del fondo per garantire la compartecipazione alle spese dei ticket sanitari per la riabilitazione almeno per i ceti meno abbienti.

“L’assessore Paolucci – afferma Febbo – aveva garantito che la copertura sarà all’85 per cento, ma del regolamento che aveva annunciato ancora non c’è traccia. Noi lo aspettiamo al varco, e in bilancio ci dovranno essere tutte le risorse necessarie”.

Affilano le armi anche i consiglieri del Movimento 5 stelle. E una delle loro parole d’ordine è lotta agli sprechi.

“Siamo pronti a dare battaglia – annuncia il consigliere Domenico Pettinari, anche lui componente della prima commissione – sulle voci in bilancio che riguardano il lavoro e il sociale. Bisogna prima di tutto garantire i bisogni primari dei cittadini, la maggioranza invece finora è andata nella direzione opposta, tagliando le spese di trasporto per i malati oncologici, ambulatori e punti nascita in località montane”.

“Piuttosto i consiglieri di maggioranza e dell’opposizione del centrodestra potrebbero, come noi abbiamo già fatto spontaneamente, cominciare a dimezzarsi lo stipendio approvando il nostro disegno di legge che spero arrivi presto in Consiglio”, conclude.