L’AQUILA – Il progetto politico trasversale al di fuori dei partiti tradizionali visto all’Aquila nelle ultime elezioni comunali “è trasferibile a livello regionale, ci sto già lavorando”.
Lo annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, spiegando che dall’Aquila città aperta, coalizione uscita sconfitta al ballottaggio dello scorso 20 e 21 maggio, “passeremo a una cosa un po’ diversa che è già in itinere”.
“Ne ho parlato con diversi amici in Consiglio regionale – svela Gdm – sono disponibili, per dare un segnale anche al 40 per cento di abruzzesi che si rifiuta di andare a votare”.
De Matteis non lo dice esplicitamente ma non esclude anche una sua candidatura in prima persona alla presidenza della Giunta.
“Sto cercando di lavorare per pensare a ciò che può essere l’Abruzzo nel prossimo futuro – afferma – Se Gianni Chiodi vuole ripresentarsi deve avere un’idea ben chiara del futuro della Regione, indipendentemente dal lavoro di risanamento che oggettivamente ha fatto e gli viene riconosciuto”.
“Chiodi è il presidente uscente, dovrà decidere che cosa fare – ricorda – pensare a una ricandidatura o pensare ad altro, ammesso che gli venga concesso di pensare ad altro. Il problema però è un altro, chi pensa all’Abruzzo”.
Nell’intervista De Matteis non risparmia critiche al suo avversario numero 1, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “pare che negli ultimi anni sia stato il sindaco di Campobasso”.
In particolare il consigliere comunale attacca rispetto al ritorno dei contributi per la ricostruzione degli edifici distrutti dal terremoto al posto degli indennizzi, cambiamento che apre a complicati appalti europei: “Cialente disse che con il contributo entravano le cricche, ora è diventato favorevole?”.
Bocciata anche la cosiddetta legge Barca, “in realtà è solo un emendamento e non risolve i problemi dell’Aquila” e anche le novità nella governance che introduce: “Il Comune è stato commissariato dal governo”.




