“Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nonostante quello che fa apparire, è alle prese con una lotta per il potere tutta interna alla sua maggioranza, aggravata dalla nascita del Gruppo di Futuro e Libertà”. A dichiararlo è il capogruppo Idv alla Regione, Carlo Costantini, che in un comunicato invoca le dimissioni del governatore ed elezioni anticipate:
“E mentre i capi e gli aspiranti capi del Pdl abruzzese pensano agli affari propri e Chiodi prova disperatamente a fare l’equilibrista ed a continuare a galleggiare, l’Abruzzo sprofonda in una crisi sociale ed economica che lo pone ormai stabilmente tra le peggiori regioni italiane in termini di crescita e di capacita’ di reagire alla crisi”.
In tutto ciò, all’orizzonte si profila ormai la crisi di Governo, che tra pochi giorni lo priverà anche dei riferimenti nazionali che in qualche modo lo hanno aiutato a restare incollato alla poltrona. Sento, quindi, il dovere di rivolgergli un appello accorato, che sono certo interpreta anche il sentimento di gran parte degli abruzzesi”.
“Chiodi deve voltare pagina al più presto ed aprire una fase nuova, liberandosi dai vincoli che lo legano a personaggi che, inseguendo esclusivamente posizioni di potere personale, hanno gia’ dimostrato di non avere a cuore il futuro dell’Abruzzo”.
“Chiodi apra la Giunta e le sue ulteriori molteplici funzioni (quelle di Commissario alla sanità e di Commissario alla ricostruzione) alla collaborazione di qualificate competenze del mondo delle professioni, delle Università abruzzesi, delle categorie sociali; a persone libere da vincoli di appartenenza partitica, prive di personali ambizioni di carriera politica e, come tali, capaci di definire un orizzonte nuovo per la nostra Regione e di perseguire in ogni azione il solo interesse generale dei cittadini, del tutto incompatibile con gli interessi di bottega che animano il confronto interno alla sua maggioranza”.
“In alternativa, Chiodi prenda atto che nel dicembre 2008, prima della crisi economica e prima del terremoto, lo ha votato appena un elettore su quattro e faccia come Berlusconi, rivolgendosi ai cittadini abruzzesi e provando a chiedere loro un nuovo e più ampio mandato elettorale. La terza via è che per i prossimi tre anni vada avanti come l’ultimo giapponese, sapendo, però, che ne pagherebbero drammaticamente le conseguenze gli abruzzesi, che hanno gia’ pagato troppo”.





