L’AQUILA – La Corte Costituzionale boccia ancora la Regione Abruzzo dal punto di vista della gestione della contabilità.

È di oggi la pubblicazione della sentenza che censura le scelte contabili dell’amministrazione con riferimento all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione presunto per 9 milioni di euro a coperture di debiti in conto capitale.

In sostanza, la Consulta dice alla Regione che non può dare copertura finanziaria a debiti certi con avanzi solo presunti perché in questo modo si viola l’articolo 81 della Costituzione. E infatti la Corte cancella con la sentenza le norme che disponevano dalle utilizzo dell’avanzo.

Questa sentenza arriva a una settimana della precedente che, nel criticare l’utilizzo delle economie vincolate, annullava una norma che riprogrammava economie destinate al debito sanitario verso il finanziamento del trasporto pubblico locale.

La Corte mette in dubbio, peraltro, lo stesso meccanismo di utilizzo delle economie vincolate che ormai dal 2007 ha determinato il pareggio del bilancio regionale per importi di oltre 70 milioni di euro annui.

MASCI: “GIA’ SUPERATA DALLA NUOVA LEGGE”

“Abbiamo già sistemato la vicenda con la legge regionale 20/7/13, che ha recepito le osservazioni del governo. La sentenza come dire, arriva a cose fatte”.

Così l’assessore al Bilancio della Regione Abruzzo Carlo Masci commenta la sentenza.

La Corte ha bocciato la parte “in cui contabilizza, nell’entrata del bilancio di competenza e di cassa dell’esercizio 2013, il saldo finanziario positivo presunto dell’esercizio 2012 nella misura di euro 9 milioni”.

Secondo quanto si è appreso si tratterebbe dei residui perenti, cioè di somme rimaste a disposizione su determinati capitoli che sono stati riprogrammati dopo le indicazioni del governo.

Ecco perché Masci ha parlato di sentenza di fatto superata.

Secondo il governo quella somma andava posta a saldo dei debiti della regione e non reimpiegata in altri capitoli di spesa.