L’AQUILA – Il Consiglio regionale di Ferragosto, quello che doveva sancire la compattezza della classe dirigente politica abruzzese sulle risorse dei fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), si chiude con maggioranza e opposizione sempre più distanti.
Il voto finale, infatti, avviene in un clima di rottura totale.
Sono tre i documenti presentati che, sostanzialmente, partendo da premesse diverse dicono la stessa cosa: “si impegna il presidente della Giunta regionale e l’intero Esecutivo a sollecitare il governo affinché la programmazione dei fondi Fas attribuiti all’Abruzzo venga approvata entro il mese di settembre”.
Il primo, a firma del gruppo dell’Italia dei valori, viene ritenuto inammissibile.
All’esame dell’aula, quindi, vanno solo quelli del Popolo della libertà e del Partito democratico.
Il voto è preceduto dalle schermaglie tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e i due capigruppo di opposizione Camillo D’Alessandro (Pd) e Carlo Costantini (Idv).
“Quella di Chiodi è la più clamorosa truffa politica alla comunità abruzzese della storia”, ha detto D’Alessandro.
“Il presidente vuole fare tutto da solo e non ce la fa più – ha attaccato Costantini – è ora di commissariare il commissario”.
“Se c’è una cosa che non riesco a fare più – ha replicato il governatore – è ascoltare Costantini”.
Berardo Rabbuffo, capogruppo di Futuro e libertà, nel rush finale prova un ultimo disperato tentativo: “Sospendiamo i lavori per dieci minuti e componiamo una proposta unitaria”. La richiesta viene respinta.
Palpabile la voglia generale di mollare tutto e correre a casa o al mare: voto subito e via.
Alla fine, come prevedibile, passa il documento della maggioranza, con il voto contrario del centrosinistra e di Fli.
Su quello dell’opposizione, invece, compatto il no del centrodestra, con l’unica eccezione di Nicoletta Verì che si astiene, assieme a Fli e ad Antonio Menna (Udc).
Paradossale, dunque, la conclusione, come un po’ tutta la vicenda che ha portato a questa anomala seduta nel giorno di festa per eccellenza degli italiani: i due schieramenti non rinunciano a farsi la guerra, neanche in un momento difficile come quello che sta vivendo il Paese e nonostante, alla fine, abbiamo fatto, almeno nelle conclusioni, due documenti fotocopia.
TRA IL PUBBLICO PARLAMENTARI E PARTI SOCIALI
In una L’Aquila assolata e semideserta l’unico segno di vitalità è l’andirivieni di macchine di grossa cilindrata che entrano nel parcheggio dell’Emiciclo.
Nonostante il giorno di festa, all’appello mancano solo otto consiglieri: Alfredo Castiglione, Gianfranco Giuliante, Luca Ricciuti, Giuseppe Tagliente ed Emilio Iampieri per il Pdl, Maurizio Acerbo (Prc), Antonio Saia (Pdci) e Walter Caporale (Verdi).
C’è da dire, però, che Acerbo e Ricciuti avevano motivato politicamente la loro assenza: “il Consiglio a Ferragosto è solo demagogia”, le dichiarazioni dei giorni scorsi.
Tra il pubblico, oltre a un gruppetto di dipendenti e funzionari, i senatori Giovanni Legnini (Pd), Alfonso Mascitelli (Idv), Filippo Piccone e Paolo Tancredi del Pdl.
Con essi i deputati Augusto Di Stanislao (Idv) e Lanfranco Tenaglia (Pd).
Presenti anche i segretari regionali di Cgil, Gianni Di Cesare, e Cisl, Maurizio Spina.
IL DOCUMENTO APPROVATO
Il provvedimento politico approvato dal Consiglio impegna il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e la Giunta regionale, in tema di programmazione dei Fondi Fas, a raggiungere tre obiettivi: “1) esercitare ogni azione ed iniziativa utili all’approvazione definitiva, con conseguente ed immediata assegnazione, del Par Fas Abruzzo nella prima riunione operativa del Cipe, appositamente convocato dal ministro Raffaele Fitto; 2) sollecitare le istituzioni preposte affinché tale approvazione avvenga non oltre il mese di settembre; 3) inviare per le vie ufficiali tale documento sia alla presidenza del Consiglio dei ministri che a quella della Conferenza Stato-Regioni”. (red)
CHIODI: “DIFENDERO’ FONDI FAS”
“Continuerò a difendere la linea ed il contenuto del nostro Fas, così come concordato con le parti sociali ed economiche. Perchè è la cosa migliore che si possa fare per il bene degli abruzzesi, del territorio, delle future generazioni”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, è stato categorico. Ieri, in sede di Consiglio regionale straordinario (Piano per il Sud – Iniziative urgenti per riammettere l’Abruzzo alla ripartizione dei fondi), il Governatore ha chiarito punto per punto la “telenovela” dei Fas, mettendo da parte “ogni verve polemica, nel rispetto dei parlamentari presenti e delle istituzioni”.
Chiodi ha subito puntualizzato che “non è possibile affrontare l’argomento Fas senza tenere nella giusta considerazione la grave crisi internazionale ed il difficile momento della finanza pubblica”.
“Diversamente – ha stigmatizzato – sarebbe una ricostruzione storica asettica e priva di consistenza”. “Da quel 29 maggio 2009, giorno della sottoscrizione col Governo dell’atto per le infrastrutture – ha ricordato Chiodi – ci sono stati cambiamenti epocali. Basti pensare al rischio default per gli Stati Uniti. Allora eravamo giustamente soddisfatti per il risultato raggiunto, perché mai si poteva pensare a ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco. Ma il ritardo nel riparto della nostra quota Fas, non autorizza a dire che il Fas Abruzzo è stato bocciato”.
Il Presidente ha fatto notare che, ad eccezione del Molise (che ha adottato una strategia diversa, optando per il finanziamento di un unico progetto), nessuna Regione italiana ha ricevuto la rispettiva parte dei fondi Par Fas.
Per Chiodi “l’Abruzzo ha scientemente deciso di tener fuori dalla programmazione Fas quegli interventi che, invece, dovranno essere finanziati attraverso l’Accordo integrativo quadro per le infrastrutture ed il Masterplan”. “La nostra porzione di Fas – ha spiegato il Presidente – è di poco superiore ai 600 milioni di euro. Per accontentare tutti su tutto occorrerebbero 25-50 miliardi. E questo sappiamo essere impossibile. Per questo, anziché dire al Governo di destinarli ad una sola grande opera, col pericolo di utilizzarli chissà quando, abbiamo preferito averli subito e spalmati su settori diversi ma ugualmente importanti per la ripresa del territorio tout court. Così come concordato, appunto, col partenariato”.
Ed ha elencato i più significativi: l’internazionalizzazione delle imprese, l’innovazione, la ricerca, la sicurezza nelle scuole, la promozione turistica, l’automotive, il nuovo welfare. E ancora, la valorizzazione della costa dei trabocchi (opera considerata fondamentale per lo sviluppo dell’area teatina) ed il sostegno alle politiche industriali della Valle peligna (20 milioni di euro per uno dei territori economicamente più depresso). “Che non si parli di frammentazione delle risorse – ha ammonito Chiodi – ma di semplice lungimiranza. Basta la sterile polemica, bisogna agire se vogliamo avere un minimo di credibilità”.
Chiodi ha respinto al mittente anche l’accusa di “sottovalutare gli effetti della crisi in atto”, semplicemente mascherandoli con la divulgazione dei dati positivi che riguardano la ripresa dell’Abruzzo (unica regione ad aver confermato il rating; crescita ai valori del nord est; pil più alto della media nazionale; occupazione da primato secondo i dati Svimez).
“Evidenziare i nostri successi non significa essere autoreferenziali, ma regalare ottimismo, speranza e fiducia ai nostri giovani, affinchè non si deprima ulteriormente la loro voglia di crescere, di fare, di investire”.
“Avremmo preferito che le opposizioni – ha osservato Chiodi – elargissero suggerimenti prima che la tavola fosse imbandita. Ora che si va verso l’assegnazione delle quote Fas, prevista presumibilmente per settembre, andremo avanti per la strada intrapresa”.
Il Governatore ha preso atto dell’approvazione, da parte dell’Assemblea regionale, di un documento del gruppo PdL che lo impegna a mettere in campo ogni azione possibile perché l’assegnazione dei Fas all’Abruzzo avvenga nella prima riunione operativa del Cipe, e comunque non oltre il mese prossimo. Ai parlamentari bipartisan intervenuti in Aula ha rivolto, infine, un invito per un imminente “utile confronto” su tutto quanto attiene le criticità dell’Abruzzo e le proposte per superarle.
PAGANO: “RICOSTRUIRE CLIMA COLLABORATIVO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE”
“E’ stato un Consiglio regionale partecipato, che ha avuto una larga presenza di consiglieri e parlamentari. L’unico rammarico è la mancata approvazione di un documento unitario su di un tema che reputo strategico per la crescita e lo sviluppo economico dell’Abruzzo”. È il commento del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, al termine della seduta straordinaria, che si è svolta nel giorno di Ferragosto all’Emiciclo.
“Auspico sempre il dialogo tra maggioranza e opposizione perché, in un momento così difficile per il Paese, è necessario costruire un percorso comune per tutelare e salvaguardare gli interessi degli abruzzesi. Pertanto – prosegue il Presidente Pagano – evitiamo insulti e rotture che potrebbero nascere dal gioco delle parti: lo scontro e le polemiche non servono a nulla. In questo momento – conclude Pagano – è indispensabile costruire un clima sereno e collaborativo, per donare alla nostra regione un futuro migliore”.
APPROVATO DOCUMENTO MAGGIORANZA
Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, che si è riunito in seduta straordinaria ed urgente a Ferragosto presso l’Emiciclo, ha approvato il documento presentato dal gruppo consiliare del Pdl (astenuto l’Udc, voto contrario espresso da Italia dei Valori, Partito democratico, Api e Gruppo misto-Sel).
Il provvedimento politico impegna il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, e la Giunta regionale, in tema di programmazione dei Fondi Fas, a raggiungere tre obiettivi: “1) esercitare ogni azione ed iniziativa utili all’approvazione definitiva, con conseguente ed immediata assegnazione, del Par Fas Abruzzo nella prima riunione operativa del CIPE, appositamente convocato dal Ministro Fitto; 2) sollecitare le istituzioni preposte affinché tale approvazione avvenga non oltre il mese di settembre; 3) inviare per le vie ufficiali tale documento sia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che a quella della Conferenza Stato-Regioni”. È stato respinto, invece, il documento presentato dal gruppo consiliare del Partito democratico (voto favorevole di Idv), le astensioni dei consiglieri regionali Menna (Udc), Verì (Pdl), Stati e Rabbuffo (Fli). Voto contrario, invece, dal gruppo consiliare del Pdl.
Inoltre, non è stata accolta la richiesta del Capogruppo di Fli, Berardo Rabbuffo, di sospendere la seduta, al fine di consentire alla Conferenza dei capigruppo di redigere un documento unico e sottoporlo a votazione dell’Assemblea. Inizialmente, era stato presentato anche un terzo documento redatto dal gruppo consiliare di Idv, ma il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, lo ha ritirato perché privo di deliberato.
Non hanno partecipato alla seduta del Consiglio regionale i seguenti consiglieri regionali: Maurizio Acerbo (Prc), Antonio Saia (Pdci), Valter Caporale (Verdi), Luca Ricciuti (Pdl), Giuseppe Tagliente (Pdl), Alfredo Castiglione (Pdl), Gianfranco Giuliante (Pdl) ed Emilio Iampieri (Pdl). Presenti, in Aula, i parlamentari Alfonso Mascitelli, Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Giovanni Legnini, Augusto Di Stanislao, Lanfranco Tenaglia, e i rappresentanti della parti sociali, tra i quali Di Cesare (Cgil) e Spina (Cisl).
IDV: “UNICA NOVITA’ E’ INCONTRO CON PARLAMENTARI ABRUZZESI”
L’AQUILA – “L’unica novità” emersa dal Consiglio regionale di ieri “è la volontà espressa dal presidente Chiodi di convocare un’incontro con tutti i parlamentari abruzzesi, come avevamo suggerito da tempo”.
Lo afferma il senatore dell’Idv Alfonso Mascitelli.
“Spero, ora – aggiunge – che questo incontro si faccia al più presto, visto anche l’impegno che hanno preso di sbloccare le richieste per l’Abruzzo antro settembre. Sia chiaro però che noi chiediamo per la nostra regione risorse vere e non i famigerati protocolli, firmati in passato, di miliardi di euro che non sono mai arrivati e che nessuno ha mai visto”.
“Anche perchè l’ultimo banco di prova sarà il 20 ottobre. Entro quella data – afferma infine il senatore Mascitelli – sarà presentato al Parlamento il disegno di legge del bilancio dello stato, con allegati i programmi aggiornati delle risorse Fas: se si perde anche quel treno, faremo ancora più fatica a recuperare i ritardi accumulati”.
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