L’AQUILA – Sono giorni carichi di speranze e delusioni per i tanti aspiranti portaborse che ambiscono a essere assunti, o riconfermati, a chiamata diretta al servizio dei gruppi politici nel Consiglio regionale d’Abruzzo.

Da un certo punto di vista, un terno al lotto. Ad aumentare la conflittualità anche il fatto che i posti a disposizione saranno di meno, in virtù delle nuove leggi, che vincolano il budget annuo al numero dei consiglieri e dei componenti della Giunta, che da questa legislatura sono passati rispettivamente da 45 a 31, e da 8 a 6.

Per di più questa volta sarà la Corte dei conti a vigilare, in particolare sulle assunzioni spacciate per consulenze e collaborazioni esterne, che ai gruppi costerebbero meno, ma presuppongono il possesso di una laurea, e di un effettivo progetto di colalborazione.

Le “selezioni”, per usare un eufemismo, sono in corso, e già si stanno firmando i primi contratti, in buona parte contratti di somministrazione lavoro, affidandosi alle agenzia interinali. Inevitabile corollario un tourbillon di telefonate, incontri in camera caritatis, assidue azioni di moral suasion da parte dei referenti politici di ciascun portaborse.

Per ottenere il posto, un aspirante portaborse deve essere stato bravo a puntare sul “cavallo vincente”, deve vantare un legame fiduciario con il consigliere, deve  appartenere alla giusta cerchia, e coloro che sono stati scelti da un consigliere non rieletto e per di più caduto politicamente in disgrazia nel partito, vedono le loro chance ridotte al lumicino.

La situazione più critica riguarda, però, i partiti sconfitti alle ultime elezioni, che hanno visto ridurre il numero dei loro consiglieri, e i piccoli gruppi, quelli con uno o due consiglieri, che con l’entrata in vigore della legge 174 del 2012, approvata dal governo di Mario Monti, con legislatura abruzzese ancora in corso, sono stati aiutati dai gruppi consiliari più grandi che hanno accettato di perdere una fetta dei fondi per salvaguardare i contratti del personale assegnato ai piccoli, le cui disponibilità finanziarie non erano più sufficienti.

Ora, però, le nuove regole sono entrate a pieno regime e, come stabilito dalla delibera dell’Ufficio di presidenza per la decima legislatura, per il personale politico si potrà spendere ogni anno 1 milione 342 mila euro.  Ripartiti per i 10 gruppi consiliari in base al numero dei consiglieri che lo compongono, nello specifico 43.300 euro a consigliere.

IL BUDGET PER I PORTABORSE (Pdf, 366 Kb)

La cifra utilizzata come misurino è quella corrispondente al costo dello stipendio annuo lordo di un dipendente regionale di categoria D6.  Ovvero, entrando ancor più nel dettaglio: 28.300 euro di stipendio, 2.300 euro di tredicesima, a cui si aggiungono 212 euro per indennità vacanze, 622 euro di oneri di comparto e 11.700 mila euro di contributi.

Questo significa, in soldoni, come riportato nella scheda allegata, che il Partito democratico, che ha eletto 11 consiglieri, potrà fare affidamento sulla bella cifra di 476.360 euro l’anno, e cioè 39.700 euro al mese, che possono bastare ad assumere o confermare un numero anche maggiore di portaborse.

Forza Italia, dopo il bagno di sangue delle elezioni del 25 maggio scorso, è rimasta invece con cinque consiglieri e avrà a disposizione 216.527 euro, pari a 18.043 al mese, con cui sarà più complicato far quadrare i conti mantenendo lo stesso  personale politico.

I monogruppi avranno poi a disposizione appena 3.600 euro al mese, i gruppi da due 7.217 euro e anche gli aspiranti portaborse sono ben superiori al budget disponibile.

Per questa ragione, come accennato, i gruppi stanno optando per i contratti di somministrazione lavoro, affidandosi alle agenzia interinali, che costano circa il 15 per cento in meno. E in alcuni casi per i contratti part time, moltiplicando i posti.

Meno praticata, di conseguenza, l’opzione di far assumere i collaboratori direttamente dal Consiglio regionale, con un costo maggiore.

Il budget, che non può per nessuna ragione essere sforato, dovrà bastare però anche per contratti di collaborazione a progetto da attivare per i consenti e collaboratori esterni.