CHIETI – “Il progetto della società americana Forest Oil Corporation per l’estrazione del gas sulle sponde del lago di Bomba appare incompatibile con le norme previste dal piano regionale della qualità dell’aria, approvato dalla Regione Abruzzo nella passata legislatura e tuttora vigente”.
E’ quanto sostiene il consigliere regionale Franco Caramanico (Sinistra ecologia libertà) in un’interrogazione presentata oggi.
Nel documento, l’esponente del Sel fa osservare che “stando a quanto previsto dalle normative regionali, i gestori di impianti che producono emissioni inquinanti in atmosfera sono obbligati a richiedere l’autorizzazione alla Regione, tenuta, a sua volta, a fare osservare le prescrizioni del piano di qualità dell’aria”.
“Ora – continua Caramanico – nel suddetto piano, nella sezione dedicata agli ‘Interventi sulle sorgenti diffuse’, si fa espressamente riferimento al divieto di insediamento di nuove attività industriali e artigianali con emissioni in atmosfera in zone esterne alle aree industriali infrastrutturate. Questo bloccherebbe il progetto della società petrolifera statunitense, dal momento che la localizzazione dell’impianto ricade in una zona a squisita vocazione paesaggistica, non destinata ad attività produttive e dunque soggetta ai vincoli precedentemente citati”.
“Ci chiediamo – conclude – come il presidente Chiodi non abbia posto lo stop all’iter del progetto sulla base di quella che è una legge della Regione Abruzzo, legge che il governatore farebbe meglio a valutare nei suoi aspetti portanti”.





