L’AQUILA – “La Regione Abruzzo commette un atto inconcepibile non finanziando la legge regionale 13 dicembre 2004, n. 46 sugli Interventi a sostegno degli stranieri immigrati, in un momento in cui gli immigrati residenti in Regione sono 80.987   e c’è un incremento tra il 2002 e il 2010 del 232,6 per cento. Un aumento del 7 per cento, invece, rispetto ai dati del 2009″.

“La provincia dell’Aquila con 21.861 stranieri residenti si pone al secondo posto tra i capoluoghi abruzzesi subito dopo Teramo con un aumento rispetto al 2009 dell’8,1 per cento e tra il 2002 e il 2010 del 184,8 per cento”. Commenta così il presidente della consulta degli stranieri al comune di l’aquila, Gamal Bouchaib, i tagli della regione Abruzzo ai servizi volti agli immigrati secondo la legge regionale 46.

“In un momento di grande vulnerabilità sociale della regione in tutti i suoi ceti e soprattutto della nostra città – continua Bouchaib – governata ormai dall’emergenza immigrazione, con l’etichetta del cantiere d’Europa, si fanno tagli inspiegabili che non possono che aggravare la situazione di quel poco che è rimasto dei servizi resi per incentivare l’integrazione, come i centri polivalenti e le associazioni straniere che dovranno chiudere i battenti” continua Gamal .

“Dove sono i centri di seconda accoglienza della legge regionale 46? – si domanda – E i centri di aggregazione per stranieri immigrati? E i mediatori culturali dell’art.17 della stessa legge? E che fine faranno i centri polivalenti provinciali di Teramo, L’Aquila e Pescara, autogestiti dalle associazioni degli stranieri immigrati iscritti al registro, promosse dalle province, al fine di assicurare l’integrazione sociale?”

“Auguriamo – conclude il presidente della consulta stranieri – che si cambi rotta nei confronti dell’immigrazione se si voglia vincere la sfida del futuro”.