L’AQUILA – “In questi cinque anni la Giunta regionale e l’assessore al Personale, Federica Carpineta, sul fronte del personale dell’Ente hanno proceduto sempre a strappi, generando così il contenzioso con i dipendenti”.

Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico (Partito democratico), in merito alla sentenza del tribunale del lavoro dell’Aquila sulla vicenda del blocco delle promozioni, sottolineando che “l’unica soluzione per superare il contenzioso è riattualizzare le delibere di Giunta 574 e 1175 del 2008 al quadro attuale, con accordo sindacale”.

In particolare, la delibera 1175, adottata quando D’Amico era assessore al Personale e al Bilancio e annullata nel 2009 dalla delibera di Giunta numero 61, “fissava il nuovo fabbisogno di personale e stabiliva che invece di ricorrere a risorse esterne si riqualificava il personale interno. Nonostante nel 2010 il Tar abbia annullato la 61, dopo l’azione di impugnazione da parte dei dipendenti, la Giunta regionale non ha preso alcun provvedimento ed è andata avanti per la sua strada”.

Nel ribadire che ora “l’unica soluzione è quella di riattualizzare la 1175”, D’Amico attacca la Giunta di Gianni Chiodi, colpevole di “non aver trovato accordi sindacali e non essersi impegnata per trovare una soluzione”, ed afferma che il costo che la Regione dovrà sostenere “non è così irrisorio”.