PESCARA – “L’Azienda regionale delle aree produttive (Arap), non ha prodotto fino ad oggi alcun risultato significativo di gestione, bisogna intervenire con urgenza, anche con un commissariamento”.

Lo sostengono i consiglieri regionali di Abruzzo civico Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, che hanno inoltrato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Luciano d’Alfonso, in cui si lanciano durissime accuse sul malfunzionamento dell’Arap, ente che ha sostituto i vecchi consorzi industriali, ma che denunciano i due consiglieri non riesce a ridurre i costi, non garantisce la manutenzione e i servizi alle aziende, impiega tempi biblici per chiudere le procedure burocratiche. Non si è dotata nemeno di un recapito telefonico funzionante.

Le accuse investono impicitamente anche il presidente dell’Arap Tiziano Petrucci, nominato dall’ex governatore di centrodestra Gianni Chiodi, e che è destinato a essere sostituito con l’applicazione dello spoil system da parte del nuovo governo di centro sinistra. Olivieri e Gerosolimo chiedono a tal proposito il commissariamento immediato.

“Il consiglio d’amministrazione dell’Arap – sostengono i due esponenti di Abruzzo Civico – appare inconsistente e la stessa azione aggregatrice degli Enti territoriali disciolti è rimasta solo sulla carta, poiché i vari uffici continuano ad operare a livello esclusivamente individuale, senza iniziative comuni, con pochissime risorse economiche e senza raccordo con gli enti locali .

Non risulta, infatti, che sia stata attivata alcuna nuova mission che garantisca il possibile successo dell’attività amministrativa a suo tempo ipotizzata dal legislatore regionale e, soprattutto, il raggiungimento di un soddisfacente equilibrio della gestione aziendale”.

In particolare secondo i due consiglieri sembrerebbe che, alla data odierna “le assegnazioni dei lotti e la valutazione delle singole pratiche sono effettuate in tempi biblici  e nel rispetto dei regolamenti dei vecchi Consorzi Industriali, tutti diversi tra di loro, anche per gli importi da corrispondere, con inaccettabili disparità di trattamento tra i vari territori”.

E ancora che “la tesoreria consortile non risulta ancora essere stata affidata, addirittura persino alcuni centralini telefonici delle sedi aggregate sono ancora intestati ai disciolti consorzi.

Nessuna organizzazione per funzioni, utilizzando il personale presente nei vari uffici , senza duplicazioni (amministrazione, paghe, progettazione) è stata promossa, riducendo la duplicazione dei costi”.

A pagare il conto le aziende, perché viene meno la manutenzione e la gestione delle aree industriali.

“La manutenzione e la gestione delle aree industriali e degli impianti  – scrivono Gerosolimo e Olivieri – viene espletata con gravissime lacune alla viabilità ed ai servizi forniti, evidenziandosi negli agglomerati anche situazioni censurabili sotto il profilo della sicurezza . Non sono state realizzate le Aree ecologicamente attrezzate . Non sono state evidenziate attività di promozione industriale, di assistenza e diversificazione di mercato e di  prodotto per le aziende insediate”.

Abruzzo civico chiede dunque nel’interrogazione di accelerare la riforma, per far finalmente funzionale l’Arap, non escludendo l’ipotesi del commissariamento.

“In questo quadro di inoperatività “reale” – si legge nell’interrogazione – , caratterizzata da una costante confusione di gestione, occorre accelerare il processo di riforma attraverso la nomina di nuovi amministratori che abbiano un mandato certo e durevole e che, allo stesso tempo, siano ben consapevoli delle ragioni dell’economia e del territorio in cui operano e della necessità di azioni rapide ed efficaci.

In caso contrario e in presenza di soluzioni tardive – sostengono i consiglieri di Abruzzo Civico – meglio trasferire le relative competenze ai settori della Giunta regionale o ad un commissario, senza attendere ancora l’esito scontato di una deprimente fase transitoria che sta lentamente provocando danni e sicuramente distruggendo tutte le esperienze maturate e le residue professionalità o le capacità tuttora esistenti all’interno degli ex consorzi industriali pubblici”.