L’AQUILA – Sarà il bilancio più difficile ed incerto dei sette anni della maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, al governo della Regione. E per la fumata bianca si dovrà aspettare fino a capodanno.

L’ autentica emergenza è rappresentata dal buco della sanità che ha minato i conti della Regione, con il rischio concreto di esercizio provvisorio, e con l’opposizione del campo largo pronta a dare battaglia.

Tanto che Marsilio, l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, con tutta la maggioranza, sono legati alle decisioni di Roma sulla possibilità di non dover accantonare i 126 milioni di euro previsti come passivo per il 2025, dal Tavolo interministeriale di monitoraggio di luglio, che poco spazio lascerebbe con l’obbligo di copertura a investimenti e sciali. Solo dopo potrà cominciare la trafila in Consiglio regionale.

Il segnale dell’ emergenza sta anche in una bozza di programma di sessione di bilancio che gira tra le forze politiche, ad oggi ancora solo ipotetico. Tanto che si rimanderà ogni decisione alla conferenza dei capogruppo prevista per il 16 dicembre, proprio quando da Roma si avranno risposte.

E in questa bozza, di cui è entrato in possesso Abruzzoweb, si fissano per il 29 e 30 le sedute decisive.

Primo passaggio, da quanto dunque questa testata ha appreso, dovrebbe essere la seduta di Consiglio regionale del 16 dicembre, subito dopo la conferenza dei capigruppo, con l’arrivo in aula del Documento di economia e finanza regionale (Defr), che contiene i programmi da realizzare e i relativi contenuti all’interno delle singole missioni, le relative previsioni di spesa e le relative modalità di finanziamento.

In aula arriverà anche la Riserva del Borsacchio, l’anno scorso riperimetrata, e le modifiche al Piano demaniale.

Poi inizierà la tradizionale maratona nelle commissioni, a cominciare dalla prima commissione Bilancio, presieduta da Vincenzo D’Incecco, della Lega, con sedute che dovrebbero svolgersi il 17, 18, 19 e 22 dicembre. Poi pausa natalizia e ripresa con la commissione decisiva il 27 dicembre, e poi il 29-30 dicembre la Legge di Stabilità dovrebbe arrivare in aula.

Il piano di rientro dal deficit, di cui ancora non è possibile conoscere l’impatto, ha imposto oltre all’aumento dell’addizione Irpef per i redditi superiori ai 28mila euro, anche un draconiana operazione risparmio per le quattro Asl, nel triennio superiore ai 150 milioni, e tagli già in essere ai capitoli di spesa di tutti i dipartimenti regionali.

Molto dipende dunque essenzialmente dall’aiuto “romano”, ovvero dal governo amico di Giorgia Meloni, leader di Fdi. È pronto infatti un emendamento che chiede di non accantonare per il 2025 i 126 milioni di euro a copertura del deficit sanitario.

Senza questa concessione, si ammette a Palazzo Silone, non ci sarebbe nessun margine di manovra, ed anzi il bilancio si rischia di non poterlo proprio chiudere. Forte preoccupazione, dietro le quinte, espressa dai tecnici del dipartimento Risorse, diretto da Fabrizio Giannangeli. A firmare l’emendamento il senatore Etel Sigismondi, segretario regionale di Fdi, tenuto conto che il vero promotore, il senatore aquilano Guido Liris, capogruppo della commissione Bilancio di FdI, non può firmare emendamenti in quanto relatore della Legge di Stabilità per la quarta volta consecutiva.

Il problema è però che, come evidenziato da Abruzzoweb, non è certo solo l’Abruzzo a dover far fronte ad un pesante deficit sanitario: se l’Abruzzo è passato da 12,6 a 103,8 milioni di euro, accertati nel 2024, la perdita di esercizio di tutte le regioni messe assieme si è quasi triplicato, passando da 614,8 milioni ad un miliardo e 512 milioni di euro. E in attivo ci sono solo Lazio, Campania, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia,  Sicilia, Marche e Provincia autonoma di Bolzano.

Non sarà facile, insomma, avere un occhio di riguardo, con una norma ad hoc, anche facendo leva sull’argomento delle maggiori difficoltà incontrate dalla sanità abruzzese nel post sisma 2009 e poi del centro Italia del 2016-2017.

L’opposizione del campo largo affila intanto le armi, e si registra la proposta del sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che avuto nel centrosinistra accoglimento, come pure, dall’altra sponda, dal segretario regionale dell’Udc e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio: destinare le risorse disponibili, anziché ai tradizionali fondi a pioggia elargiti a discrezione dai consiglieri e assessori, al Fondo per la viabilità provinciale e comunale, con criteri di priorità e urgenza su dove intervenire per le manutenzioni e i rifacimenti. (f.t.)