L’AQUILA – La maggioranza di centrodestra in Regione testerà la sua tenuta con la prova più grande, quella che comincia domani mattina, in aula, con l’esame del bilancio.

E per la Lega potrebbe essere una corsa a ostacoli. Alle insidie tecniche, frutto di quasi tre settimane di grande tensione, si aggiungono quelle politiche: l’Opa di Fratelli d’Italia sulla Lega è tutt’ora in corsa, a ogni livello, e questo potrebbe condizionare le cose.

Prova ne sono le frizioni che si registrano su alcuni territori: a Chieti per la corsa alla candidatura alle prossime amministrative, con l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano che è già stato lanciato dal Carroccio, e all’Aquila con il rischio, concreto, di un rimpasto di giunta frutto del passaggio a Fratelli d’Italia di quattro consiglieri di “Insieme per L’Aquila” e, soprattutto, dello scontro al calor bianco sul bilancio, approvato senza i voti dei salviniani (esclusa Tiziana Del Beato, anch’ella in odore di passaggio ai meloniani).

Insomma da oggi inizia una maratona in Consiglio regionale che vale non solo un documento da sette miliardi di euro circa complessivi, ma che dirà tanto anche in chiave futura sugli equilibri del centrodestra abruzzese.

Per la Lega potrebbe non essere una passeggiata di salute.

Dai rumors della vigilia la maggioranza sembra piuttosto compatta ai nastri di partenza, ma l’opposizione non vuole mollare sul famigerato “pizzino”, il foglio scritto a mano che è diventato parte integrante della delibera sul bilancio e che Pd e Movimento Cinque Stelle vogliono portare alla Corte dei Conti, ritenendolo illegittimo.

Sara Marcozzi, M5s, ha ironizzato, parlando di “bilancio olografo”.

Il foglio è stato introdotto nella seduta di giunta del 12 dicembre, il replay di quella del 10, ufficialmente convocata per motivi di natura tecnica – presunti errori materiali sull’atto – e divenuta poi occasione per inserire le richieste del Carroccio: “Abruzzo regione del benessere” (550 mila euro), misure contro bullismo e cyberbullismo (100 mail euro), norme a tutela dei coniugi separati (150 mila euro), sostegni per le persone anziane vittime della criminalità (200 mila euro).

Norme che sono state dunque finanziate, senza aver mosso neanche il primo passo in commissione, nella legge di Stabilità.

È per questo, tra l’altro, che le opposizioni hanno annunciato di voler ricorrere alla Corte dei Conti. E poi c’è il mistero del secondo foglio di quel “pizzino”, che risulta “sbarrato” e quindi presumibilmente annullato, ma contiene anche il riferimento a un emendamento che poi non è stato allegato al bilancio.

Insomma, un pastrocchio che si dovrà necessariamente dirimere durante i lavori dell’aula che potrebbero andare avanti, se necessario, anche domani.

Le opposizioni sostengono che si tratta di un bilancio vuoto, senza prospettiva, mero contenitore di desiderata di questo o quel consigliere.

Da capire se approderà in aula il famigerato maxi emendamento, un provvedimento da un milione circa che potrebbe contenere altre mini-partite rimaste fuori finora. Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune, aveva parlato in commissione di una spartizione di fondi nella maggioranza, gridando allo scandalo. Si vedrà.