L’AQUILA – Rischia l’esercizio provvisorio il bilancio della Regione Abruzzo, per la prima volta da quando alla guida dell’ente c’è il governatore Gianni Chiodi.
Complice da un lato la mancata copertura finanziaria di alcune spese obbligatorie, come da voce che circola negli ambienti politici, dall’altro, soprattutto, l’assenza del parere dei revisori dei conti, da quest’anno necessario per il successivo esame in commissione, potrebbero costringere il Consiglio a rinviare l’approvazione all’inizio del 2014.
Nel frattempo la Regione dovrebbe procedere con il metodo dei “dodicesimi”, utilizzando cioè al massimo un dodicesimo delle uscite consolidate nell’esercizio precedente.
A meno che non si riesca nell’impresa di contingentare al massimo i tempi, imponendo all’aula una maratona tra Natale e Capodanno per portare a casa la finanziaria entro i termini previsti.
Lo strumento di previsione, approvato lunedì dalla Giunta senza che se ne abbia avuta notizia, è in attesa del via libera dell’organismo di controllo dei revisori, cui è stato consegnato il giorno successivo.
“Conto di avere il parere entro oggi, per dare il via alla sessione di bilancio”, spiega il presidente della prima commissione, Emilio Nasuti (ex Popolo della libertà, ora nel gruppo misto).
Se la previsione fosse rispettata, lunedì ci sarebbe la convocazione di tutte le altre commissioni permanenti, passaggio indispensabile, per poi procedere martedì con le audizioni delle associazioni di categoria.
Quindi la pausa di Natale e Santo Stefano e ripresa dei lavori il 27 dicembre, con la discussione di merito nella commissione Bilancio, il 28 mattina, al massimo di pomeriggio, potrebbe così essere pronto per il confronto in Consiglio.
A meno di una convocazione domenicale, la prosecuzione del dibattito slitterebbe al 30 e durerebbe non meno di due giorni, dunque per i consiglieri potrebbe prospettarsi un ultimo dell’anno all’Emiciclo.
Nel caso in cui, invece, qualcosa dovesse andare storto, il tutto sarebbe posticipato a gennaio: un’evenienza che Chiodi vuole scongiurare a tutti i costi, per non dare l’impressione di un meccanismo che si inceppa proprio a fine legislatura.
In agguato, però, c’è l’operazione di “filibustering” dell’opposizione, che potrebbe decidere di fare ostruzionismo presentando centinaia di emendamenti: a quel punto al centrodestra non rimarrebbe che cedere qualcosa e così trascorrere San Silvestro in famiglia oppure prepararsi a rinunciare al brindisi di Capodanno.






