L’AQUILA – “Noi non abbiamo lanciato nessuno, Fabrizio Di Stefano sta facendo la sua corsa oramai da marzo, confermiamo la stima nei suoi confronti ma di nomi ce ne sono già troppi e venerdì non saremo alla manifestazione all’Aurum proprio perché secondo noi conviene aspettare e migliorare il confronto coi partiti, dopodiché se il candidato presidente sarà lui noi saremo solo contenti”.

Il leader di Azione politica Gianluca Zelli mostra cautela nel dibattito in atto nel centrodestra in vista delle regionali, che il suo movimento insieme ai partiti continua a chiedere che si svolgano entro la fine dell’anno e non nel 2019.

Presentando all’Aquila l’adesione di Roberto Santangelo, consigliere comunale di L’Aquila Futura che ha deciso di federarsi ad Azione Politica, Zelli ha ribadito che “siamo un movimento civico che si colloca all’interno del centrodestra, c’era prima e ci sarà dopo le regionali, siamo coscienti che non dobbiamo essere noi a fare i nomi dei candidati, ma quello che abbiamo ritenuto più vicino alle nostre aspettative è quello di Fabrizio Di Stefano”.

E, d’altra parte, anche se il leader di una delle tre liste civiche che correranno alle prossime elezioni (le altre due sono Libera l’Abruzzo di Daniele Toto e Noi l’Abruzzo di Piergiorgio Schiavo) dice che il nome dell’ex parlamentare azzurro a sorpresa non ricandidato alle politiche del 4 marzo scorso “non è stato lanciato” dall’evento della scorsa settimana a Brecciarola, non ha potuto smentire che un’investitura di Di Stefano da parte del variegato mondo civico ci sia stata eccome.

“È la conclusione di un percorso di ascolto di cittadini, categorie e professioni iniziato circa un anno fa, da un lato c’è la politica e dall’altro ci siamo noi che abbiamo prima preferito ascoltare e poi provare ad offrire soluzioni, e non viceversa”, ha detto Santangelo spiegando la sua scelta di aderire ad Azione Politica.

“Non è una lista di scopo ma una lista civica vera che rimarrà anche dopo le regionali e dà la possibilità di potersi aprire anche a chi opera come noi a livello locale”, ha aggiunto, precisando che nel Consiglio comunale dell’Aquila il gruppo, di cui fa parte anche Luca Rocci che per ora non ha compiuto scelte, resta quello di L’Aquila Futura: “Ci siamo presentati con un patto di coalizione e quindi non ci sembrava corretto abbandonare quell’esperienza”.

“Non ha senso essere divisi in mille liste che regionalmente sarebbero microscopiche, abbiamo trovato il movimento che rispecchia di più le nostre idee e ci siamo federati con Azione Politica”, ha aggiunto Santangelo, che non ha confermato ma neppure smentito un’ipotesi di candidatura al Consiglio regionale.

Zelli ha poi ricordato l’incessante lavoro che il suo movimento sta conducendo sul territorio, con la continua apertura di sedi – una sarà presto anche all’Aquila – e la raccolta di adesioni in tutte le province.

“Non sarò candidato al Consiglio regionale – ha detto – Noi, senza avere vincoli e scorie del passato, stiamo facendo da collante della coalizione, dialogando con tutti e cercando di mettere tutti insieme”.

“A quanto percentuale puntiamo? Innanzitutto ad avere una rappresentatività importante – ha aggiunto – abbiamo liste già pronte su tutte le province”.

A chi ironicamente gli ha suggerito di puntare al doppio di Andrea Gerosolimo, che ha indicato nel 10 per cento dei consensi l’obiettivo del suo Abruzzo Insieme, Zelli sorridendo ha risposto che “non so cosa farà Gerosolimo, perché nel centrosinistra non c’è più e nel centrodestra non entra!”, ribadendo il muro che i movimenti hanno alzato a qualsiasi ipotesi di ampliare il perimetro della coalizione “a chi ha governato fino alla notte prima con il centrosinistra”.

Sulla data del voto, infine, il patron di Humangest ha ripetuto la necessità di tornare alle urne a novembre: “Mi pare che altre Regioni vadano al voto e il problema dei costi aggiuntivi non si ponga, legge elettorale e Statuto dettano i tempi. Ribalterei piuttosto la domanda, quanto ci sta costando questo attendismo?”.

“Abbiamo una giunta allo sbando, rimandiamo indietro fondi comunitari perché non siamo in grado di spenderli, facciamo progetti faraonici di ospedali senza riuscire a garantire i servizi minimi”, ha fatto osservare ancora Zelli, “la barzelletta della convalida dell’elezione a senatore di Luciano D’Alfonso è stata chiarita, era incompatibile dal 23 marzo, se si votasse a primavera assecondando la loro idea sarebbe trascorso un anno senza governo regionale. Smettiamoli di parlare degli 8 milioni di euro che costerebbero le elezioni e parliamo degli 800 che ci stanno facendo perdere!”.

Santangelo, dal canto suo, ha ricordato come “tutte le leggi fatte nel semestre di proroga di Chiodi sono state impugnate, quindi c’è il timore che tutta l’attività svolta dalla Giunta in questa fase possa essere illegittima”.

Nella sala Eude Cicerone del Comune a Villa Gioia, stamattina, presente da osservatore l’ex assessore regionale Gianfranco Giuliante, responsabile regionale dei dipartimenti della Lega, e ha fatto capolino anche l’assessore comunale al Bilancio Annalisa Di Stefano di Forza Italia.