L’AQUILA – “Staff del presidente della Regione che ignora le richieste d’incontro dei cittadini”.

Questa la denuncia che fa un lettore di AbruzzoWeb, Luigi Pietrosanti, 84 anni, anziano maestro di sci, in una lettera aperta che parla di una vicenda cominciata un anno fa ma inviata quando è in pieno svolgimento la campagna elettorale.

LA LETTERA COMPLETA

Gentile direttore,

mi chiamo Luigi Pietrosanti e ho 84 anni. La mia storia comincia un anno fa. Sono un maestro di sci e ho pensato di rivolgermi al Presidente di Regione, attraverso i suoi uffici, per segnalare un problema che riguarda una scuola di sci del nostro territorio.

Ho scelto la Regione perché è l’istituzione a cui la legge assegna compiti di vigilanza di queste strutture.

Agli uffici della Regione all’Aquila mi hanno segnalato una persona tra lo staff del presidente a cui rivolgermi per esporgli il problema. Avrei avuto bisogno di un minuto, niente di più. Mi sono seduto e ho iniziato la mia attesa.

Quel giorno non è stato possibile vederla e mi è stato detto di tornare. Sarà impegnata, ho pensato, sarà per la prossima volta. È cominciata la mia odissea. Questa signora non faceva che negarsi. Ogni volta che la cercavo, mi dicevano che era uscita e mi dicevano di tornare. Mi sono recato agli uffici una decina di volte.

A volte andavo di lunedì, e solo dopo tre volte mi hanno detto che la signora il lunedì non veniva. Una volta, mentre ero in attesa, l’ho vista entrare. Trascorsi dieci minuti ho chiesto all’usciere se a quel punto potevo andare a parlarle ma niente da fare: ha alzato il telefono, ha chiamato non so chi e mi è stato ripetuto “è uscita”. Ma era evidente che non era vero, visto che sarebbe dovuta passare davanti a me.

Gentile direttore, ho rinunciato ad andare. Mi sarebbe bastata anche una risposta telefonica diversa dalle parole “è uscita”. Dopo svariati tentativi non è stato possibile ottenere nemmeno questa. Le confesso che mi sono sentito umiliato.

Nella mia vita ho avuto delusioni e soddisfazioni, ho fatto tanto sport ottenendo risultati importanti in campo regionale, interregionale e nazionale. Ho insegnato ai giovani. Lo sport veicola rispetto: noi sportivi il rispetto e la lealtà li consideriamo irrinunciabili. Sarà per questo che non mi spiego e non riesco a capire. Perché non mi è stato detto almeno “non ti possiamo aiutare”?

È questa la considerazione per i cittadini che hanno il presidente della Regione e i suoi collaboratori? Lui condivide questo modo di lavorare e di trattare i cittadini abruzzesi?