AVEZZANO – “È stato un grandissimo errore non candidare Angelo di Paolo, noi infatti gli abbiamo attribuito il coordinamento politico del partito in Abruzzo”. 

Così il leader di Centro democratico, Bruno Tabacci, sulla questione legata alla mancata candidatura dell’ex assessore regionale della Giunta di centrodestra Angelo Di Paolo, con il centro democratico nella coalizione di centrosinistra. 

“Il risultato positivo dell’esclusione di Di Paolo è l’attribuzione della responsabilità politica – continua il deputato – quindi coloro che hanno posto il veto, se la dovranno vedere con lui nei tavoli del centrosinistra. Poco prima della chiusura dei termini per la presentazione delle liste siamo stati messi con le spalle al muro a differenza di quanto fatto con altri passati dal centrodestra. Mentre sarebbe stata importante la testimonianza di un amministratore che ha preso le distanze con la gestione di Gianni Chiodi, chi più di queste persone può manifestare la necessità di un cambiamento, quei voti sarebbero valsi il doppio”.

“Le riforme? Ci saranno con tempi più lunghi, prevedo una soluzione più semplice per il Senato, una più complicata sulla legge elettorale”, le parole di Tabacci sulla situazione legata alle riforme a margine di un evento elettorale ad Avezzano (L’Aquila) in vista delle regionali e Europee del prossimo 25 maggio. 

“È da tempo che in Italia si parla del superamento del bicameralismo perfetto”, sottolinea il deputato.

“Sono d’accordo con Renzi il quale dice che Berlusconi e Grillo sono dello stessa pasta, sono populisti ed eurocritici perché mirano a parlare alla pancia della gente non del cuore”, aggiunge Tabacci sull’ attacco del leader del movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo al presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il quale i due devono stare insieme per non morire. “Berlusconi prenderà tanti voti, ma meno di quelli previsti – continua – Grillo ha i voti messi in frigorifero visto che non fa attività politica, anzi per farsi riconoscere induce i suoi a iniziative non certo di spessore in Aula”.