L’AQUILA – Saranno le primarie di coalizione, molto probabilmente il 9 marzo, a stabilire il candidato governatore del centrosinistra chiamato a sfidare l’uscente Gianni Chiodi alle elezioni regionali del 25 maggio.
Per i consiglieri ci saranno innovative mini-primarie all’Aquila mentre nelle altre province la composizione delle liste sarà affidata alle trattative e alla diplomazia.
Una lotta che sembra ristretta all’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e alla senatrice aquilana Stefania Pezzopane, mentre alcuni rumors che davano come probabile competitore anche il consigliere di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis sono stati smentiti e l’ipotesi va considerata tramontata.
La presenza della Pezzopane, oltretutto, potrebbe scompaginare anche i possibili scenari per la vice presidenza, per la quale D’Alfonso sembra avviatissimo verso il ticket con Giovanni Lolli, rimasto escluso dalla Camera alle ultime elezioni politiche e in cerca di collocamento dopo aver evitato di entrare nella Giunta comunale del capoluogo.
All’interno del Partito democratico la scadenza è data quasi per certa, più remota l’eventualità di anticipare al 23 febbraio, mentre è stato scartato il 2 marzo perché è Carnevale.
Il novero dei papabili è appannaggio di tre-quattro persone, che nei giorni scorsi sono stati testati attraverso un sondaggio che i democrat, però, tengono top secret, per “non dare vantaggio agli avversari”, come spiega ad AbruzzoWeb il segretario abruzzese, Silvio Paolucci.
Su tutti quello di D’Alfonso, tornato prepotentemente sulla scena politica dopo aver incassato l’assoluzione in primo grado (ma l’accusa ha proposto ricorso in appello) sulla maxi inchiesta “Housework” su presunte tangenti negli appalti pubblici ai tempi in cui era primo cittadino.
A incalzare quella che sembrava una galoppata solitaria, la novità dell’ingresso nell’agone della Pezzopane.
È uscito di scena, invece, il sottosegretario Giovanni Legnini, anche lui del Pd, che avrebbe dovuto dimettersi dal suo incarico governativo entro venerdì scorso per non incappare nelle disposizioni sull’ineleggibilità previste dalla norma varata nel dicembre 2004 e passata alla storia con l’appellativo di legge regionale “anti-sindaci”.
Un provvedimento pensato all’epoca proprio per mettere all’angolo D’Alfonso e che oggi, per paradosso, sgombera il campo di uno dei più accreditati sfidanti interni al centrosinistra.
Nell’elenco consegnato ai telefonisti dell’istituto di ricerche incaricato dal Pd di rilevare il gradimento degli abruzzesi, è stato inserito pure il nome del capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, sempre che la formazione scelga l’alleanza con la sinistra moderata, cosa tutt’altro che scontata.
MINI-PRIMARIE PER I CANDIDATI CONSIGLIERI AQUILANI
La competizione potrebbe arricchirsi di una sorta di mini-primarie per decidere anche chi correrà per un seggio da consigliere.
Un’ipotesi che si fa strada soprattutto nell’Aquilano e in particolare nel capoluogo, dove da tempo due pezzi da 90 piddini stanno facendo a sportellate per rappresentare il territorio all’Emiciclo, il consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci, già capo di gabinetto del sindaco Massimo Cialente e l’assessore comunale Alfredo Moroni (fresco di aspettativa in Regione proprio per non rientrare tra le incompatibilità della “anti-sindaci”), mentre sembra aver fatto un passo indietro l’altro componente della Giunta municipale Pietro Di Stefano, per un periodo in predicato di fare il grande salto.
Nessun problema, al contrario, per i due consiglieri attualmente in carica, i marsicani Giuseppe Di Pangrazio e Giovanni D’Amico, che saranno di nuovo in lizza.
Il quarto nome maschile (gli altri tre posti in lista devono essere necessariamente attribuiti a donne) dovrebbe uscire dalla zona peligna.
IL TOTO-NOMI NELLE ALTRE PROVINCE
Nelle altre tre province abruzzesi, Chieti (8 seggi assegnati), Pescara e Teramo (7 ciascuno), invece, la conflittualità dentro al Pd dovrebbe essere risolta attraverso mediazioni interne al partito o per tramite degli organi dirigenziali o con consultazioni degli iscritti di circolo, come si vocifera nel Pescarese.
Qui in lizza certamente l’uscente Marinella Sclocco, altri competitori possibili sono il sindaco di Abbateggio, Antonio Di Marco, e il consigliere comunale di Pescara Alberto Balducci, mentre il suo capogruppo, Moreno Di Pietrantonio, punta deciso verso la poltrona di sindaco nell’election day europee-regionali-amministrative.
Nel Chietino si contenderanno il primato delle preferenze due big democrat: il capogruppo all’Emiciclo, Camillo D’Alessandro, e il segretario Paolucci.
Nel Teramano, infine, si è dimesso per candidarsi il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, l’ex collega di Pineto, Luciano Monticelli, non ha dovuto fare questo passo perché è stato sfiduciato dalla sua maggioranza nell’ottobre del 2013.
Altri nomi che circolano sono quelli della presidente dell’assemblea provinciale del Pd, Anna Marcozzi, e del consigliere comunale Manola Di Pasquale, che però si sta giocando le sue carte per agguantare la fascia tricolore indossata dal forzista Maurizio Brucchi. Chi non si ricandiderà, invece, è l’uscente Claudio Ruffini.






