L’AQUILA – Archiviate da poche ore le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato premier della coalizione, già si apre il fronte tra renziani e bersaniani sulla presidenza della Regione.

Luciano Monticelli, sindaco di Pineto, nel Teramano, la provincia che ha dato i maggiori consensi al primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, nel ballottaggio con il segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, è già pronto a scendere in pista.

“Domani annuncerò la mia volontà di correre da governatore – rivela ad AbruzzoWeb – penso sia giusto che anche in questo caso la selezione avvenga attraverso la consultazione degli elettori, come abbiamo fatto ieri e domenica scorsa”.

Ma il segretario abruzzese del Pd, Silvio Paolucci, frena: “prima va definito il confine delle alleanze e il programma di governo, poi si discuterà sul metodo di selezione, probabilmente il partito proporrà le primarie ma non è scontato, in Sicilia, nel Lazio e in Friuli, per esempio, non sono state necessarie perché c’è stata un’ampia condivisione sul candidato”.

Ma Monticelli rintuzza: “a livello nazionale gli accordi ancora non sono stati definiti, eppure le primarie si sono svolte comunque”.

Sembra destinata a lasciare strascichi, quindi, il confronto dai toni anche aspri che ha caratterizzato il centrosinistra nelle ultime settimane e in particolare la formazione con il “pacchetto azionario” più ampio dello schieramento, il Pd, nel quale adesso i renziani iniziano a reclamare spazi più ampi.

Paolucci, però, si affretta a chiarire che “non si è trattato di un congresso, il voto di domenica non avrà alcuna rilevanza sull’assetto interno del partito, dunque chi pensa di riservarsi delle ‘quote’ in virtù del risultato di Renzi si sbaglia”.

Monticelli non nega la circostanza ma precisa: “il Pd deve cambiare, rimanere legati alla vecchia logica delle tessere non ha senso, bisogna rendere il partito più leggero, più aperto”. “E poi – aggiunge ironico – tra poco faremo le primarie pure per gli amministratori di condominio, sarebbe paradossale rinunciarci per il candidato presidente della Regione”. Anzi, prosegue, “visto che verosimilmente ci terremo il Porcellum, bisognerebbe convocarle subito per scegliere i parlamentari”.

Il rinnovamento per Paolucci, al contrario, c’è già stato: “la maggior parte dei giovani, in Abruzzo, ha scelto Bersani, perché qui non abbiamo dovuto attendere di essere pungolati da Renzi, tantissimi presidenti di circolo sono facce nuove della politica”.

Su una cosa, Paolucci e Monticelli, sono d’accordo: “bisogna allargare la coalizione al centro, coinvolgendo l’Udc in un progetto che veda moderati e progressisti insieme”.

Circostanza che certamente allontanerà ulteriormente l’ala sinistra della coalizione, in particolare Rifondazione e Verdi, ma Paolucci è deciso: “con loro nessun accordo”.