L’AQUILA – “In Abruzzo non sceglieremo un candidato ‘anti-D’Alfonso’ o ‘anti-qualcuno’, va scelto il migliore rappresentante possibile contro il centrodestra. E sull’Aquila da ricostruire, crediamo sia necessario riportarla tra le priorità nazionali, dopo averla vista usata mediaticamente e poi abbandonata”.

‘Giro’ aquilano per  Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei Valori, la prima volta senza l’uomo-simbolo Antonio Di Pietro, intervenuto nel capoluogo abruzzese in una conferenza al Grand Hotel del Parco, alla Villa comunale, per incontrare cittadini ed elettori. Presente, tra gli altri, l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis.

Prima volta senza Idv, quindi, e col nemico storico, l’ex premier Silvio Berlusconi, praticamente out causa condanna definitiva in Cassazione per frode fiscale.

“Il nostro non era un partito contro Berlusconi – precisa Messina – ma contro ciò che Berlusconi rappresenta, cioè conflitto di interessi, regole non rispettate, ancora oggi sentenze che si cerca di non rispettare e pene che non si vogliono espiare”.

“’Idv – spiega – tutt’altro: un progetto di legalità e questione morale che devono diventare fattore di sviluppo del nostro Paese”.

Non comprendo che Paese abbia visto Saccomanni. La recessione è sempre più forte, la disoccupazione giovanile è al 40 per cento”, il commento di Messina sulle parole del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che ha parlato di segnali di ripresa economica.

“Se non si abbatte il costo del lavoro, soprattutto per le piccole e medie imprese, perché le grandi la fanno franca – attacca Messina – per evitare che ricorrano all’usura o alla criminalità per finanziarsi, e se non si fa in modo che le banche finanzino a tassi veri e non al 7 o l’8 per cento, la situazione non cambia”. Secondo il leader “non è tollerabile che un lavoratore costi 3mila euro a un’azienda a fronte di uno stipendio di mille. Se aumenti le tasse non c’è sviluppo –  – Siamo in totale disaccordo con Saccomanni”.

“Presto ci sarà il nuovo simbolo, la novità ovviamente è che non ci sarà più Di Pietro”, l’annuncio ‘grafico’ di Messina.

Quanto alla campagna di tesseramento al partito, Messina ha spiegato che “non è un repulisti, ma un’operazione di trasparenza e serietà nei confronti di chi ha scelto di votare il nostro partito. Se i nostri rappresentanti in giro per l’Italia non ritengono di iscriversi al partito – sottolinea – per il partito non sono dei rappresentanti”.

Più in generale, secondo il neo segretario, “il nostro è un partito ambizioso, dobbiamo ricostruire un consenso al di là della percentuale, che speriamo sia la più alta possibile. In un momento come questo in cui tutti i soggetti politici in Parlamento fanno fatica a stare tra la gente, l’Idv sta tra la gente”, ha concluso.

“Credo che in questo momento nel nostro Paese non ci sia bisogno di nuovi partitini”, il passaggio sul nuovo Movimento139 fondato dal fuoriuscito dell’Idv Leoluca Orlando, che vede tra gli esponenti nazionali la presenza dell’abruzzese Carlo Costantini, già candidato alla presidenza della Regione nel 2008. Messina afferma che “ognuno è libero di fare ciò che crede se è a posto con la coscienza. Non so il nuovo movimento dove si colloca, ben venga se sarà in grado di stare in mezzo alla gente”.

“In Abruzzo non sceglieremo un candidato ‘anti-D’Alfonso’ o ‘anti-qualcuno’, va scelto il migliore rappresentante possibile contro il centrodestra”, prosegue Messina parlando della politica regionale in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi nel 2014.

“Il nostro rapporto con l’Europa va rivisto e ci stiamo battendo a Bruxelles per questo. Vogliamo l’Europa della solidarietà e non delle banche, non un’Europa che ci impone balzelli e regole che non possiamo né rispettare né sopportare. L’Aquila rientra in questo quadro”, conclude Messina.