PESCARA – Riappare il simbolo dell’Udc nella comunicazione del candidato presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dopo che la lista centrista era stata “cacciata” dalla coalizione di centrodestra quando, al momento della presentazione delle liste, si è scoperto che contro la volontà degli altri partiti e dello stesso aspirante governatore, lo scudo crociato aveva schierato Marianna Scoccia e Mario Olivieri.

La decisione è arrivata dopo che il leader della rinata Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi, ha minacciato di ricorrere alle vie legali, una strada che nei giorni scorsi era stata paventata anche dall’entourage di Andrea Gerosolimo, il consigliere regionale uscente di Abruzzo Civico sul quale pesava il veto della Lega, che era stato esteso alla moglie Scoccia, sindaca di Prezza (L’Aquila), ma ignorato dai vertici centristi, a partire da Lorenzo Cesa dell’Udc, che senza mezzi termini all’Huffington Post aveva detto che “non mi faccio piegare da questi quattro fascistelli che stanno nella Lega”.

A far traboccare il vaso è stata la vistosa assenza del simbolo della lista, composta da Udc, Dc e movimento Idea, alla kermesse di lancio della campagna elettorale di Marsilio, domenica scorsa al Porto turistico di Pescara, occasione nella quale tuttavia il candidato presidente aveva fatto parziale retromarcia nei confronti di quella compagine, sostenendo che i candidati seri saranno sostenuti e accolti, mentre restano fuori solo i due “incriminati”.

Ma c’è uno scontro nello scontro, visto che il deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale della Lega, ha minacciato di querelare Rotondi qualora dovesse rifare dichiarazioni contro il Carroccio: l’ex ministro, nei giorni scorsi in occasione della presentazione della sua lista, aveva infatti paventato un “patto segreto tra Lega e Movimento cinque stelle” per non compromettere l’alleanza di governo.

A fare da paciere, ci ha pensato il senatore Gaetano Quagliariello, del movimento Idea, ed è stato lo stesso Marsilio a confermarlo al Centro: “Abbiamo raccolto il suo appello di dare cittadinanza alle persone oneste della lista”.

Nel mirino di Rotondi, che dice di aver già proceduto tramite il suo avvocato, ci sono intanto due dichiarazioni del candidato presidente pronunciate domenica dal palco della kermesse pescarese: “Alla faccia di qualche fesso che racconta di cose che non esistono”, e poi “da Rotondi sono arrivate dichiarazioni stupide: la Lega è in prima fila per sostenere la mia candidatura. Oggi (domenica, ndr) lo stesso Salvini farà due manifestazioni importanti a Vasto e Lanciano: questa è la migliore risposta che possiamo dare alle chiacchiere”.

“Marsilio mi ha attaccato nel mio collegio elettorale producendo un danno alla mia immagine rispetto al quale chiederò un risarcimento. Ho già dato incarico all’avvocato Tommaso Marvasi“, ha affermato Rotondi. (m.sig.)