L’AQUILA – “Nu sem nu e vincem nu. E li mannem a durmi’ prest'”.
Così tra gli applausi e lo sventolio di bandiere tricolori e Fratelli d’Italia nel suo lungo comizio finale il presidente uscente e ricandidato, Marco Marsilio, di FdI, stasera all’Aquila nell’ultimo atto della campagna elettorale per le elezioni abruzzesi di domenica prossima.
Marsilio, romano ma di origini abruzzesi, ha usato il dialetto anche per essere stato attaccato molto spesso in campagna elettorale per la sua provenienza.
L’evento si è svolto in una tensostruttura, gremita in ogni ordine di posti alla villa comunale alla presenza dei governatori di Lazio, Umbria, Molise e marche, insieme al ministro della cultura Gennaro Sangiuliano.
Marsilio si è detto sicuro della vittoria mostrandosi fiducioso che il successo del centrosinistra in allargato in Sardegna abbia effetto anche in Abruzzo dove alle elezioni di domenica si presenta con lo stesso campo largo guidato dall’ex rettore, Luciano D’Amico.
“Noi abbiamo portato l’Abruzzo fuori dall’anonimato, ora la nostra regione ha indicatori di sviluppo di assoluto valore, il campo largo, non si sa quanto largo, vuole riportare l’Abruzzo alla tristezza e ai no. Noi siamo il cambiamento vero”.
Acclamato dalla folla il presidente si è messo a cantare insieme a sostenitori e presenti “un presidente, solo un presidente”.
Sul tema della sanità, molto utilizzato in campagna elettorale, il governatore ha sottolineato che “non prendiamo lezioni dalla sinistra che ci ha lasciato una sanità allo sbando. Noi abbiamo fatto assunzioni, bandito concorsi vinti da ottimi medici”.






