PESCARA – ”Fatemela godere questa festa e fatemi sentire l’urlo dei lupi abruzzesi, altro che spifferi sardi… Pensano di farci paura, perché una presidente sarda eletta per un soffio di voti viene qui a fare campagna elettorale contro di me…”.

Il ricandidato presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di FdI, ha salutato così una gremita Piazza Salotto a Pescara in occasione dell’evento clou della campagna elettorale. Sul palco, per il comizio di chiusura, parteciperanno tutti e cinque i leader del centrodestra: il premier Giorgia Meloni, per Fratelli d’Italia, il vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per la Lega,  l’altro vicepremier e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani per Forza Italia, Maurizio Lupi per Noi moderati e Lorenzo Cesa per l’Udc.

“Continuano ad insultarmi perché non sono nato in Abruzzo e poi fanno la retorica dei migranti. Il mio avversario è orgoglioso delle sue origini contadine, ma mio padre e mia madre erano ancora più poveri e per crescere 4 figli, farli studiare e farli diventare dei figli di successo che hanno fatto parlare le loro città, hanno sgobbato, sofferto la distanza e l’abbandono, 40 anni di vita lontani dalla loro terra. Non può diventare un reato se il loro figlio vuole tornare nella propria terra di origine, sono abruzzese da 7 generazioni. Conte dice che io lavoro in smart working, io ho visitato ogni singolo Comune, altro che smart working da Roma”, ha aggiunto Marsilio.

La premier Giorgia Meloni sul palco ha scherzato: “Non siamo sicuri che il tempo terrà… Voglio dire solo una cosa, nel caso in cui venisse il diluvio universale. Tutte le volte che vengo a Pescara, quando salgo sul palco piove. Però attenzione: perché l’ultima volta che è successo erano le elezioni politiche e io sono diventata presidente del Consiglio. Quindi se piove tutto sommato non sarà una cattiva cosa”.

“Non potete immaginare quanto per me sia importante ogni tanto tornare qui per riprendere dalla piazza la benzina di cui ho bisogno per andare avanti. Piove tanto e non farò l’intervento che avevo in testa”, ha aggiunto.

“I risultati in Abruzzo sono frutto della nostra compattezza. Poi c’è la realtà che raccontano i giornali di sinistra, frutto dei loro sogni notturni. Siamo insieme per scelta e non per interesse. Oggi il
centrodestra compie trent’anni e siamo insieme. Abbiamo le nostre sfumature ma sappiamo quale Italia vogliamo costruire”.

“Effetto Sardegna? Lo dobbiamo ancora vedere perché non abbiano visto come è andata a finire. Ma sono molto ottimista per l’Abruzzo”, ha detto in giornata il presidente del Consiglio.

Tra i primi ad arrivare, nella zona delimitata, alcuni rappresentanti della “protesta dei trattori” che hanno parcheggiato un grande veicolo con bandiere tricolore all’angolo della piazza. Presenti anche cittadini ucraini che sventolano la bandiera nazionale: “Siamo qui – dice una di loro – per ringraziare il governo per il sostegno che sta dando al nostro Paese”.

Ad aprire l’evento Maurizio Lupi: “Il centrodestra è unito da vent’anni. In Abruzzo parlano i fatti, il buon governo di Marsilio. L’Abruzzo è tornato al centro della politica nazionale, protagonista. Noi non siamo qui per far vedere che siamo uniti. Abbiamo governato bene, ci mettiamo qui con la nostra faccia”.

Nel suo intervento Tajani ha esordito: “L’Abruzzo merita attenzione 365 giorni l’anno e non solo in campagna elettorale. Noi siamo uniti per dare un messaggio chiaro: noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo non solo in campagna elettorale. Questa sera con noi c’è un signore che ci sta sorridendo, che ha amato questa terra e che ci guarda da lassù… Silvio Berlusconi”.

Il leader della Lega Salvini ha aggiunto: “Vedrò di essere rapido perché da qui a domenica serve un popolo abruzzese sano e in forma. Siamo insieme in Abruzzo, lo eravamo in Sardegna e lo saremo in Basilicata e in Umbria. In Abruzzo si vince perché si è governato bene, c’è in gioco l’Abruzzo, le sue infrastrutture, la A24 e la A25, la Roma-Pescara, l’aeroporto di Pescara. ‘Viva l’Abruzzo, viva Marsilio, viva la Lega e la libertà. Ragazzi andiamo a vincere, andiamo a vincere”.

Quando chiedono alla premier un commento sulle affermazioni del ‘campo largo’ sicuro di vincere, lei risponde “Contenti per loro. Non mi piace parlare degli altri, in campagna elettorale mi piace parlare di quello che si è fatto e penso che il lavoro di Marsilio in questi cinque anni sia ben dimostrato. È una regione che in un periodo di difficoltà ha resistito ala grande, con gente che non chiede assistenza o regali”.

Per Tajani: “Abbiamo delle liste positive, piene di donne e uomini che hanno tanto consenso, abbiamo avuto il 12 per cento alle politiche, mi auguro che si possa confermare questo risultato e magari anche fare qualcosa di più. Stiamo lavorando per questo e sono molto, molto ottimista”.

Quanto alle elezioni Sardegna e ad un possibile riflesso in Abruzzo “non sento nessun effetto Sardegna – ha aggiunto Tajani. Ci sono episodi elettorali che certamente non fanno piacere, però se andiamo a vedere il consenso per il centrodestra in Sardegna, è superiore al consenso che c’è per il centrosinistra. Che poi per mille e pochi più voti il candidato della sinistra con il voto disgiunto ha ottenuto di più, ma in Abruzzo non
esiste il voto disgiunto, avremmo vinto anche con una legge diversa anche con il voto disgiunto, però questo conferma che quello è stato un episodio. Spiacevole come episodio, forse bisognava scegliere il nuovo candidato con qualche settimana di anticipo, qui non c’è questo problema, le cose vanno nella giusta direzione, così come in Basilicata avremo un risultato positivo. Certamente non mi preoccupa l’effetto Sardegna, quando ci sono degli errori bisogna sempre tenerne conto, però non è un errore che mi preoccupa, è un errore che non doveva essere fatto, però è uno stimolo a fare ancora di più”.