L’AQUILA – Prima la conferenza stampa di Demos nella sede della Cgil, poi una riunione a porte chiuse con il sindacato, infine, nella sala ipogea del Consiglio regionale, la partecipazione all’ incontro organizzato dal Partito Democratico, terminato alle 21, con fitti confronti con amministratori e iscritti.
E’ stata una lunga giornata aquilana quella di ieri, per il candidato presidente del centrosinistra alle elezioni di marzo, Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo e docente di Economia. E c’è chi ha letto questi due appuntamenti come una “compensazione” rispetto alla scelta di Pescara, nel Museo delle genti d’Abruzzo, come location della sua prima uscita pubblica, venerdì scorso, da candidato, che ha provocato malumori da parte dei rappresentanti delle aree interne, e da parte di chi riteneva che l’avvio della campagna elettorale doveva svolgersi nel capoluogo d’Abruzzo, sede principale della giunta e del consiglio regionale.
Non si tratta per ora però, quelli di D’amico, di eventi elettorali con tutti i crismi e l’enfasi del caso, con bagni di folla e tutti i rappresentanti delle liste schierati sul palco. Ma uscite pubbliche mirate, in conferenze stampa dei partiti e movimenti che lo sostengono, su temi specifici, in cui il candidato man mano snocciola il programma, e in cui comincia a mostrare il suo stile politico, estremamente pacato, che non cerca mai lo scontro diretto col suo competitor, il presidente della Regione uscente di Fratelli d’Italia Marco Marsilio, con buona pace di chi lo vorrebbe un pò più aggressivo e all’attacco, visto che allo stato attuale in vantaggio è il centrodestra, e come si sul dire occorre alzare i toni e recuperare terreno.
Dietro le quinte intanto si lavora alle liste che saranno senz’altro quelle del Partito democratico, del Movimento 5 stelle, della civica Polis 305, la lista progressista e di sinistra con Demos, Sinistra italiana, Verdi e Articolo 1. Occorre vedere poi cosa faranno Abruzzo insieme del consigliere regionale Sandro Mariani, i socialisti , Più Europa e Italia viva.
Per ora fuori la porta è rimasta Azione, del segretario regionale e deputato, Cesare Sottanelli e come confermato ieri da D’Amico, sono in corso contatti per riportare il partito dentro la coalizione per non disperdere nessun voto. Azione, per ora ha commissionato un sondaggio per valutare il gradimento sull’operato del centrodestra di Marsilio, e poi prenderà la sua decisione.
Come già raccontato da Abruzzoweb, Azione è tentata di correre da sola e superare la soglia del 4% candidando l’ex consigliere regionale ex parlamentare di Italia dei Valori Carlo Costantini.
Ieri comunque nella conferenza stampa di Demos, al fianco del coordinatore regionale Alfonso D’Alfonso, e del deputato Paolo Ciani, segretario nazionale, D’Amico ha ricordato che in Abruzzo su 370mila pensionati, 40mila hanno un assegno mensile inferiore a 500 euro. Tutto ciò è scandaloso, non è accettabile più questa disparità economica. Efficaci politiche di contrasto alla povertà devono essere la priorità e dunque, ad esempio, basta mancette e fondi a pioggia a discrezione dei consiglieri a fine anno, le risorse devono essere prima di tutto funzionali a progetti per migliorare le condizioni di vita degli abruzzesi”.
E su un altro tema caldo, l’immigrazione ha detto: “l’impegno è quello di elaborare e realizzare un progetto di governo che vada in una direzione della risposta ai bisogni. Per quello che riguarda l’immigrazione, blocchi navali e chiusura dei porti sono propaganda. Dobbiamo piuttosto preoccuparci del fatto che gli immigrati sempre meno in realtà vogliono venire in Italia per stabilirsi, qui sono di passaggio, il loro obiettivo è vivere in altri paesi”.
All’emiciclo nella conferenza stampa del Pd, al suo fianco c’erano il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il segretario regionale Daniele Marinelli e quello cittadino Nello Avellani, la consigliera comunale pescarese Stefania Catalano e la segretaria dei Giovani democratici di Teramo Ilaria Barnabei.
E qui l’accento è caduto sulla lotta allo spopolamento e al rischio desertificazione dell’Abruzzo interno.
“Ogni anno in Abruzzo nascono 8mila bambini e muoiono 16mila persone. Se a ciò si aggiungono i tantissimi trasferimenti di cittadini al di fuori della nostra regione, è come se in sette anni scomparisse una intera città come L’Aquila e noi non possiamo permettercelo”, ha detto D’Amico.
Per quanto riguarda la sanità ha aggiunto: “le criticità più evidenti registrate negli ultimi anni: dalla sanità, con le sue infinite liste di attesa, ai problemi dei trasporti, fino a quelli dell’occupazione, soprattutto giovanile, per non parlare della mancanza di programmazione sulla formazione. Tutti problemi che in questi ultimi cinque anni abbiamo dovuto vivere e sopportare”.
Infine un tema a lui caro, quello dell’istruzione e dell’Università: “Ben 12,9 laureati ogni mille lasciano l’Abruzzo, mentre l’Emilia Romagna registra un +17,9 nuovi ingressi nel sistema produttivo. Non possiamo più permetterci di investire sulla formazione dei giovani e poi non essere in grado di offrire loro una possibilità lavorativa degna di questo nome”.






