L’AQUILA – Il candidato consigliere alle Regionali aquilano del Partito democratico sarà scelto con le primarie o dal direttivo?
Le opzioni restano entrambe nel novero del possibile, anche dopo la direzione regionale del Pd di ieri a Pescara. Nell’incontro si è stabilito che, all’ipotesi primarie da svolgersi il 30 marzo, verrebbe preferita la scelta del candidato da parte del direttivo provinciale entro il 21, ma le speranze di trovare la quadra a tavolino ormai sono perse.
Il caso di pre-consultazioni, sarà il direttivo provinciale, fissato per oggi, a decidere se se si tratterà di una votazione riservata agli iscritti del Pd o se invece sarà aperta a tutti.
Nell’attesa, i due aspiranti che si contendono la corsa verso un seggio a palazzo dell’Emiciclo, il consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci e l’assessore comunale Alfredo Moroni, esprimono pareri opposti sull’opportunità di fare o meno le primarie.
“Premesso che sono favorevole alle primarie, e sono pronto a parteciparvi – premette Moroni – dico anche che esse sono un percorso che andava preparato per tempo e non all’ultimo momento. Inoltre, con due soli candidati in corsa il rischio è che esse non mobilitino un numero sufficiente di persone, rischiano di essere vissute e interpretate come un ripiego tardivo, reso necessario dal fatto che il partito non è riuscito ad assumersi la responsabilità di una scelta del candidato”.
“Con il rischio aggiuntivo che la competizione delle primarie potrebbero portare a divisioni insanabili che pagheremmo poi in campagna elettorale”, sottolinea.
Per Moroni, è meglio che anche all’Aquila, come avvenuto negli altri territori, sia il direttivo provinciale a scegliere il candidato migliore, ovvero “una persona che possa al meglio rappresentare il nostro territorio, in virtù della sua esperienza politica, una persona che conosca la macchina regionale, che abbia competenza sui temi della ricostruzione post-sismica”.
Un identikit del candidato ideale che somiglia incidentalmente al profilo di Alfredo Moroni medesimo, politico di lungo corso, assessore aquilano alle Opere pubbliche, dirigente regionale del settore Personale in aspettativa, dopo essere incappato nel mancato sblocco di 7 milioni di euro per una variazione di bilancio che gli è valsa un’accusa di sabotaggio da parte del centrodestra, rigettata.
Al “centralismo pragmatico” di Moroni, si contrappone il “mobilitazionismo” di Pietrucci.
“Lo dico da tempi non sospetti – ragiona il giovane consigliere provinciale – le primarie, sia nella formula della consultazione aperta, o di quella riservata solo agli iscritti, rappresentano l’unica via per aprire il nostro partito alle istanze e alla voglia di rinnovamento sempre più pressanti che provengono dalla società”.
“Sarebbe un gravissimo errore per il Pd aquilano – aggiunge – imporre uno scelta d’apparato fatta nel chiuso delle sue stanze, animata da logiche molto vecchie”.
E ribaltando la lettura di Moroni, Pietrucci aggiunge: “Non sarà la dialettica delle primarie, ma una scelta verticistica del partito a creare lacerazioni insanabili, a comportare una disaffezione della base”.
Quale sarebbe dunque il candidato ideale del Pd nel comprensorio aquilano? Così risponde l’ex capo di gabinetto del sindaco aquilano, Massimo Cialente, che lo ha cacciato dopo 6 anni con l’accusa di fare soffiate alla stampa nemica: “Il partito deve fare una scelta di campo, dire no alla gerontocrazia, e sì alle nuove generazioni, in un territorio dove sono 50 mila gli under 50, e dove i giovani vanno via, dalla città e dai paesi, lo dico in virtù della mia esperienza personale, essendo anche un consigliere comunale a Montereale, uno dei comuni del ‘cratere’ sismico”.
Anche in questo caso, guarda un po’, il profilo del candidato ideale somiglia molto a chi lo ha tratteggiato.
NUSCA: “MI CANDIDO NELLA LISTA DEL PRESIDENTE”
“Nessun passo indietro. Emilio Nusca non ha intenzione di cedere e manterrà perciò la sua candidatura al Consiglio Regionale”.
Lo scrive in una nota lo stesso coordinatore dei sindaci delle aree omogenee del “cratere sismico”.
LA NOTA COMPLETA
“L’idea di farsi da parte per fare spazio a Giovanni Lolli, come ipotizzato in una recente riunione del Partito democratico non lo convince. È un amico che ha fatto un bellissimo cursus honorum e c’è sempre stato rispetto tra noi. Ma molta gente chiede oggi di portare in Regione persone e idee nuove. E non per caso molti Sindaci del territorio mi hanno chiesto di candidarmi. Non si tratta soltanto di terminare la ricostruzione del Cratere ma anche di portare la Regione ad un’azione più efficace e trasparente”.
Nusca intende candidarsi nella lista del presidente che porta il nome di Luciano D’Alfonso. La decisione di candidarsi l’aveva maturata negli ultimi mesi dopo le richieste che gli erano state fatte da vari possibili candidati presidenti.
“Non mi muovo su una logica di parte e nel partito sono più che disponibile a ogni giusta mediazione; ma frizioni di carattere generazionale e questioni di potere non debbono mai prevalere”.
A Nusca non piace neanche l’idea di avere primarie solo aquilane: “Tutte le candidature – dice – non possono che essere espressione dell’intero territorio non di una sola parte”.





