L’AQUILA – “Silvio Berlusconi ha mostrato un attaccamento forte a questa terra e la visita al Progetto C.a.s.e. del quartiere di Sant’Antonio, è stata quella di un padre di famiglia, interessato alle attività e alla storia degli abitanti dell’appartamento”.

È quanto afferma Anna Lisa Di Stefano, candidata al Consiglio regionale abruzzese nelle file di Forza Italia alle elezioni del 10 febbraio prossimo, a sostegno del candidato presidente per il centrodestra, Marco Marsilio, rimasta colpita dall’umanità e dalla disponibilità del leader degli azzurri all’Aquila, che lo scorso 26 gennaio ha passato un’intera giornata nel capoluogo abruzzese.

Berlusconi, che oggi pomeriggio sarà a Pescara e Chieti, ha deciso di tornare nella città terremotata a 10 anni dal sisma del 6 aprile, rispondendo proprio alla chiamata della Di Stefano, che aveva chiesto con forza un suo ritorno. 

“È stato davvero un momento di grande emozione, intanto perché ho visto la mia richiesta accolta dal Cavaliere e poi l’incontro con Silvio Berlusconi è stato molto forte: abbiamo avuto un momento di commozione entrambi, quando sono riuscita a ringraziarlo di persona per quello che ha fatto dopo il sisma del 2009”, racconta.

La candidata, poi, sottolinea che “se gli aquilani sono rientrati all’Aquila con i propri figli, e il 26 settembre 2009 i ragazzi sono potuti rientrare a scuola, è stato solo grazie a questa sua grande intuizione e a questa sua capacità di trovare soluzioni ai problemi delle persone”.

Parlando della gestione dell’emergenza, inoltre, Di Stefano spiega che “il progetto C.a.s.e. è stato ‘il’ capolavoro di Silvio Berlusconi: aver pensato e realizzato in pochissimo tempo, parliamo di 6 mesi, 4.500 alloggi antisismici che hanno ospitato oltre 16 mila sfollati, non era da tutti e questo è sotto gli occhi di tutti”.

Il riferimento è alla doppia velocità con cui è intervenuto il governo di centrodestra nel terremoto del 2009, mentre nei terremoti 2016 e 2017 che hanno colpito anche l’Abruzzo e in particolare, le province dell’Aquila e di Teramo, sono state costruite poche case rispetto alla richiesta e con tempi lunghissimi. 

Inoltre, “le strutture si sono rivelate strategiche anche per i terremoti del centro Italia, tanto che ci molte persone sono state accolte proprio nel capoluogo – aggiunge la forzista – Questo non è passato inosservato e il riconoscimento della gente lo abbiamo visto sotto il balcone del Progetto C.a.s.e. di Sant’Antonio, quando il Cavaliere è stato accolto con grande gioia. Tutto questo lo ha convinto a tornare nuovamente in Abruzzo”, conclude.