L’AQUILA – “Elezioni regionali Lazio e Lombardia: nessuna sorpresa! Se tutte le forze alternative al centrodestra non si coalizzano (la necessità di coalizzarsi dipende dalla legge elettorale in quanto non esiste il ballottaggio. La virtù di farlo dipende dal significato stesso del coalizzarsi: unire forze differenti. Pertanto imperativo fare di necessità virtù) la sconfitta è certa e la disaffezione al voto amplificata: ci si rassegna quasi alla sconfitta”.

Ne è convinto il consigliere regionale di Legnini presidente Americo Di Benedetto che in vista delle regionali in programma in Abruzzo nel 2024 sta lavorando ad un progetto civico.

Per Di Benedetto, “questo insegnamento deve essere la nostra guida per le regionali in Abruzzo nel 2024. Da noi c’è l’aggravante di una presenza forte del duo Meloni- Marsilio. Presidenti rispettivamente del Consiglio dei ministri e della Regione, entrambi eletti nella nostra realtà. La Meloni  addirittura in provincia dell’Aquila”.

“Non sono consentiti tatticismi di prospettiva dentro il nostro schieramento, liberi di esercitarli altrove, ma non in Abruzzo. In Abruzzo – ricorda – votano circa 700.000 persone c’è spazio ancora per il territorio con possibilità di affievolimento  del voto di opinione. Battere il centrodestra in Abruzzo significherebbe segnare un risultato di valenza nazionale. Utile per la prospettiva di tutti i partiti di opposizione, dico tutti, a livello generale e utile, soprattutto, per tornare al buon governo della nostra Regione allentando la tenaglia della voracità dei partiti di governo poco attenti ai problemi ma molto attenti alla crescita del consenso”.

“Lo spazio di unità è da ricercare su tre/quattro punti strategici di programma da condividere e su una candidatura a Presidente non parziale, ma terza, forte nel territorio maggiormente segnato dall’ascesa del centrodestra e da individuare dopo un percorso che dia priorità al programma e all’unità”.

“Se tutto questo non avverrà ciascuno di noi sarà il responsabile della riconferma del Governo regionale uscente. Sarebbe la prima volta in Regione Abruzzo e toccherebbe a un governo che non è stato sicuramente il migliore della storia della nostra Regione, anzi, tutt’altro.
Se l’unità e la procedura di avvicinamento non saranno perseguite il centrodestra avrà vita facile nel prossimo futuro e non solo, con buona pace di chi ne sarà stato l’artefice. Et de hoc satis!”, conclude.