L’AQUILA – Luciano D’Alfonso scende in campo, ora è ufficiale. Lo annuncia lui stesso, poche ore dopo l’assoluzione con il rito abbreviato da parte del tribunale dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta “Caligola” su presunte assunzioni clientelari e appalti pilotati nella Regione Abruzzo.
Quella Regione che D’Alfonso ora vuole governare, anzi, in più di un passaggio l’ex sindaco di Pescara parla come se già fosse presidente eletto, tanta è la smania di governare e la sicurezza nei propri mezzi. Prima, però, ci saranno le primarie che, spiega nell’intervista ad AbruzzoWeb, dovranno essere di coalizione e non solo del Partito democratico, e non “estetiche” ma con la partecipazione di tutti i migliori.
Indicazioni positive per il probabile avversario, Gianni Chiodi, “notevole impegno personale ma non sempre risultati”, anche se ora è lui a traballare, indagato per l’inchiesta “Rimborsopoli”. “Un altro candidato per il centrodestra? Non so sarebbe strano se dovessi suggerirlo io, spero comunque che schierino il migliore”.
Tanta stima e nessun timore reverenziale per Stefania Pezzopane, possibile sfidante alle primarie, “è una personalità politica e un punto di riferimento, a Roma da senatrice o dove vorrà”. D’Alfonso glissa solo su Nicola Trifuoggi, che secondo i rumors vedeva bene anzi benissimo nella sua futura Giunta e invece ha scelto di fare il vice sindaco dell’Aquila.
Proprio all’Aquila, città che con l’assoluzione ha decretato l’inizio della sua campagna elettorale, D’Alfonso ha incontrato appena uscito dall’aula il sindaco, Massimo Cialente, e l’ex sottosegretario, e vociferato futuro suo numero 2 Giovanni Lolli, oltre allo stesso Trifuoggi.
E sempre a questa città D’Alfonso promette una legge “su L’Aquila capoluogo”, come quella su Roma capitale, e impegno per sveltire le attività di ricostruzione di competenza della Regione.
“Sono sempre stato eletto e poi rieletto perché ho sempre presentato risultati – rivendica – Non ho mai perso le elezioni, non perché mia madre si fosse unita nel sonno con qualche divinità, ma perché ho assunto impegni e li ho mantenuti, partendo da un paesino e da una famiglia umile senza doppi cognomi”.
La prima domanda è d’obbligo, che cosa prova dopo la decisione del giudice Italo Radoccia?
Sono contentissimo poiché ho impiegato gli anni necessari per far emergere la verità dei fatti grazie anche a un confronto dialogico in sede processuale, come previsto dall’ordinamento. Sono soddisfatto del lavoro dei miei legali, della pubblica accusa e del giudice naturale e competente. Voglio sottolineare che non ho mai proferito parola fuori dalle aule, consapevole che la politica ha un tempo e uno spazio e la giustizia altri tempi e altri spazi. Mai le due sfere vanno poste in collegamento.
E ora che cosa succede?
Dopo 6 anni trascorsi a occuparmi di diritto, tanto che mi mancano due esami per laurearmi in Giurisprudenza, da domani comincerò la compagna elettorale girando in lungo e in largo con un camion, una bicicletta, tanti quaderni e un altoparlante e, soprattutto, tantissime idee da sottoporre a confronto e ascolto. Una bella realtà di volontari mi aiuterà a girare 8 paesi al giorno, pochi possono andare e tornare negli stessi luoghi e questa sarà una caratteristica dell’intera legislatura decisionale che comincerà a giugno.
Parla già da presidente eletto…
Ho la consapevolezza che c’è molto da fare. Non ho avversari, men che meno nemici, la mia unica avversione è verso i problemi della Regione: invidio quelle più veloci, che funzionano di più. Punterò a fare dell’Abruzzo la Regione più facile d’Europa.
Come giudica i quasi 6 anni da presidente di Gianni Chiodi?
In alcuni momenti ho visto notevole impegno anche dal punto di vista personale, per quanto riguarda i risultati, però, non sempre c’è stata corrispondenza. Di sicuro è stato un presidente che non si è risparmiato nell’espressione della volontà.
Che primarie si augura, di coalizione o del Partito democratico?
Spero saranno combattive e competitive, fanno bene alla democrazia e all’amministrazione. Servono prima rie di coalizione, di popolo. Una competizione di idee con candidati pesanti politicamente. Impediremo le primarie dell’estetica, sapendo che c’è una sola bellezza, le montagne e i fiumi di questa regione. So che altrove si sceglie per la dimensione estetica, ma è pericoloso.
Che sfidante sarebbe per lei Stefania Pezzopane?
È una personalità del nostro territorio che sta facendo un’ottima battaglia parlamentare, di sicuro sa portare un valore aggiunto. Con il carico dell’esperienza che ha, sarà per me un punto di riferimento.
Quindi un punto di riferimento… A Roma?
A Roma, o dovunque lo ritiene. Per quanto mi riguarda è una personalità della nostra comunità politica. Non sarò io a determinare condizioni di scoraggiamento per la stima che ho di lei. Se lo facessi, sarei in conflitto d’interessi e non vorrei che mi arrivasse un avviso di garanzia!
Com’è andato il suo vertice in Comune all’Aquila?
Ho incontrato Massimo Cialente, Giovanni Lolli e Nicola Trifuoggi.
Che ne pensa di questa ‘triade’?
Mi pare sia una triade particolarmente dedita. Ho visto agende sottolineate in una declaratoria di priorità. Mi piacciono le classi dirigenti che lavorano per priorità, ho timore di quelle che vedono e producono grigio. Bisogna avere la certezza di cogliere ciò che si farà prima e dopo.
Appena nominato vice sindaco del capoluogo Trifuoggi ha detto che questo incarico esclude il suo impegno a palazzo dell’Emiciclo. Lo ritiene ‘sprecato’ in un Comune, seppur il capoluogo?
Ci rivolgeremo a tutte le persone di esperienza e buona volontà. Queste personalità ci aiuteranno con sottolineature, suggerimenti, idee per programmare la Regione 2014-2019.
D’Alfonso governatore sposterebbe definitivamente l’asse della politica abruzzese sulla costa?
Lo dicevo già da segretario regionale del Pd e lo confermo ora: adotterò come prima iniziativa una legge-obiettivo della Regione Abruzzo. Accanto a questa ci sarà un’altra, una legge regionale per precisare le funzioni di L’Aquila città capoluogo. La terza legge, infine, azzererà i tempi di istruttoria regionale per le competenze riferite al terremoto. Tutto ciò che è di competenza regionale troverà la massima sollecitudine. Farò anche una battaglia per la fluidità dei rapporti tra Comuni del “cratere” e governo centrale.
La campagna elettorale rischia di essere condizionata dalle inchieste giudiziarie e in particolare da quella della procura di Pescara sulle spese pazze in cui è indagato anche Chiodi?
Non riesco a rendere un giudizio oggettivo su questo. Auguro alle persone che hanno questo livello di bisogno di chiarimento di avere serenità e lucidità per contribuire con proprie memorie a superare le difficoltà. Non solo mi dispiace, di più. Vorrei che la politica si occupasse sempre e solo di politica, mi auguro che il combattimento sia su idee e capacità. Sono comunque convinto che quello che è stato contestato avrà tutta la dedizione dei legali degli indagati.
Ha pensato che potrebbe non essere Chiodi il suo sfidante se la situazione precipita?
Non ho idea di questo. Certo, sarebbe strano e difficile che il suggerimento del chi si deve candidare possa venire da questa parte del campo. So che alcuni dall’altra parte lo hanno fatto per tanto tempo mentre io non partecipo. Mi auguro che candidino il migliore.
“A candidarmi alla presidenza della Regione non ci avevo pensato affatto, i due candidati alle primarie da anni erano Giovanni Legnini e Luciano D’Alfonso, io sto facendo il mio dovere di senatrice con successo. Comunque ci sto pensando seriamente, nei sondaggi batto tutti, ma questo non è un gioco. Domani o dopodomani scioglierò la riserva”.
Così la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, ai microfoni di AbruzzoWeb annuncia la deadline di mercoledì per decidere se sfidare o meno l’ex sindaco di Pescara nella corsa alla candidatura a governatore sotto le insegne del centrosinistra.
Tutto è nato, spiega, quando, “senza che nemmeno mi venisse chiesto, sono stata inserita in due sondaggi e in entrambi sono risultata la persona con più consenso, vinco con ampio distacco su Chiodi ma anche sugli altri candidati. Da questo a candidarmi effettivamente c’è una riflessione da fare – ammette – Dovrei lasciare il ruolo conquistato con il voto e lascerei la città sguarnita dal rappresentate parlamentare, perché il Pd non ha fatto lo sforzo di assecondare l’arrivo di Giovanni Lolli alla Camera”, attraverso le dimissioni da deputato di Legnini, nominato sottosegretario di Stato, una polemica che per mesi ha diviso il Pd regionale e quello aquilano.
“Il consenso dei due sondaggi è molto confortante, ma non si fanno queste cose solo per i sondaggi. Paolucci insiste per primarie vere, molti mi dicono di farlo, a livello nazionale e locale, tanti si sono già messi a disposizione per raccogliere le firme, ma ho fermato tutti”.
Nell’intervista la Pezzopane esprime anche la propria soddisfazione per l’assoluzione di D’Alfonso, “una bella notizia per lui e per la comunità del Pd, quando cominciò a essere sottoposto alle indagini era segretario del partito”.
Auspica, inoltre, che i democrat aquilani trovino la quadra per esprimere una sola candidatura forte senza passare per il boomerang delle primarie, che esporrebbe i vincitori al rischio di essere schiacciati dal bacino numerico più forte di voti dei candidati marsicani.
Su Lolli, infine, “chiunque sarà il presidente della Regione dovrà tenere conto della sua personalità e della sua capacità politica”, conclude. (alb.or.)






