L’AQUILA – È incandescente il clima elettorale dentro il centrosinistra in vista delle regionali, con la coalizione che rischia di andare in frantumi prima ancora che partano i giochi delle alleanze.
Il “casus belli” è un’intervista rilasciata alla web tv del Consiglio regionale dal capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, cui hanno risposto, a stretto giro di posta, sempre ai microfoni dell’ufficio stampa dell’Emiciclo, i pari grado dell’Italia dei valori, Carlo Costantini, e di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
D’ALESSANDRO: ”UN CENTROSINISTRA DIVERSO”
L’idea di D’Alessandro è quella di dar vita a un centrosinistra diverso da quello che si è presentato alle urne alle ultime politiche e regionali, allargando, invece, a Futuro e libertà, Unione di centro e liste civiche.
“L’Idv si è messo fuori da solo dalla coalizione – ha detto perentorio l’esponente democrat – e si è messo a inseguire Beppe Grillo sul campo dell’antipolitica, con loro è possibile un recupero solo se partecipano a primarie di coalizione per l’individuazione del candidato presidente”.
“Se, invece – ha aggiunto – il principio è ‘o sono io o è meglio perdere’ non lo accettiamo, le porte sono chiuse, al contrario, per le forze della ‘non responsabilità’ dell’estrema sinistra e, in particolare, di Rifondazione comunista”.
COSTANTINI: ”PD CONFUSO E CONTRADDITTORIO”
“Il Pd è confuso e contraddittorio – ha fatto eco Costantini – e voglio evitare di infierire”.
“La realtà – ha spiegato – è che i temi che interessano a noi, la trasparenza, l’onestà, la correttezza, non sono gli stessi loro, basta vedere l’esempio del rinnovo dei vertici pluri-inquisiti dell’Azienda comprensoriale acquedottistica”.
“Se il Pd continuerà a fregarsene dei cittadini – ha concluso – è verosimile la nascita di una formazione alternativa a loro e al centrodestra”.
ACERBO: ”PD PIU’ A DESTRA DEL PDL”
Ancora più duro Acerbo: “spesso il Pd, quando si tratta di difendere alcuni interessi forti, è più a destra del Pdl e noi siamo costretti a fare opposizione su due fronti”.
“A D’Alessandro voglio ricordare che il Pd abruzzese e soprattutto la componente dalla quale lui proviene, la Margherita, ha collezionato più inchieste che la camorra a Scampia”, è la legnata del capogruppo Prc.
“Ci chiama irresponsabili – ha attaccato – forse perché non siamo mai complici, come sulla questione morale, su cui non facciamo sconti”.
“Quella che propone D’Alessandro – ha affermato ancora – è una coalizione che non cambierebbe l’Abruzzo, soprattutto se il Pd vuole sostituire i voti di Rifondazione e Idv con quelli delle liste civiche a cui stanno lavorando esponenti del passato per imbarcare i trasformisti del centrodestra”.
“Il mio auspicio – ha chiuso Acerbo – è la nascita di un’alleanza tra Prc, Idv e Sel, D’Alessandro e il Pd vadano pure con l’Udc”. Pierluigi Biondi





