L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha defenestrato l’assessore al Bilancio Annalisa Di Stefano, “rea” di essersi schierata con il deputato abruzzese di Forza Italia Antonio Martino, isolando il vice sindaco del capoluogo Guido Liris, in rotta con gli azzurri.
Il “caso L’Aquila” ha un effetto bomba all’interno della coalizione di centrodestra che si prepara con difficoltà alle elezioni regionali, che in Abruzzo si terranno il 10 febbraio prossimo.
Alla decisione di Biondi di congelare le deleghe dell’assessore Di Stefano, risponde con parole dure il deputato Martino, eletto nel collegio dell’Aquila, che sospende la fiducia a Fratelli d’Italia, partito del primo cittadino, dicendo di aver informato anche i vertici nazionali di Forza Italia e Fdi.
Una presa di posizione, quella di Biondi, che mina la stabilità del centrodestra e rappresenta un siluro per il senatore dei meloniani Marco Marsilio, di cui il sindaco dell’Aquila è uno degli sponsor più convinti, per il quale si attende l’ufficializzazione a candidato presidente della Regione per la coalizione dal tavolo romano, che dovrebbe riunirsi la prossima settimana.
Il coordinatore abruzzese della Lega, il deputato abruzzese Giuseppe Ballechioma, contattato in serata da AbruzzoWeb, attribuisce le tensioni che si sono create all’interno della coalizione al fatto che “ancora non è stata fatta una scelta ufficiale sul nome di chi guiderà il centrodestra”, il tutto “estremizzato dai candidati che spingono, le liste da fare e i tempi davvero ristretti”.
La scelta sarebbe stata indotta dallo scontro interno a Forza Italia: la Di Stefano, commercialista molto legata al coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, ha infatti partecipato nei giorni scorsi alla conferenza stampa del parlamentare, disertata da Liris e dall’intero gruppo consiliare ad eccezione del presidente del Consiglio, Roberto Tinari.
In quella occasione, è stato ufficializzato il passaggio di consegne tra il coordinatore comunale Stefano Morelli, collaboratore parlamentare di Martino, e lo stesso deputato, neo commissario comunale del partito.
Lo stesso Biondi in una nota spiega che “l’ex assessore ha preso parte a una conferenza stampa in cui il mio percorso politico è stato definito ‘psichedelico’ e si ipotizzava il venir meno di un rapporto di fiducia nei miei confronti in caso di ritorno alle urne a seguito della sentenza del Consiglio di Stato sulla cosiddetta ‘anatra zoppa’”.
“È un atto di grave e incomprensibile ostilità nei confronti di Forza Italia in un momento decisivo per il centrodestra impegnato nella ricerca della compattezza sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione alle prossime elezioni in programma tra due mesi. Il nostro partito sospende la fiducia nei confronti di Fratelli d’Italia in seno alla coalizione”, sono le dure parole di Antonio Martino.
All’interno degli azzurri aquilani è in atto uno scontro molto forte dopo la rottura con il partito da parte del vice sindaco e vice coordinatore regionale Guido Liris.
“Dopo quanto accaduto mi sembra che il partito ha fatto bene a nominare me come commissario, c’è bisogno di una grande riorganizzazione per rilanciare il partito, cosa che stiamo già facendo”, annuncia Martino che in riferimento alla decisione del sindaco sottolinea: “se non c’è un atto immediato di scuse e di restituzione delle deleghe al nostro bravo assessore – chiarisce il segretario organizzativo abruzzese -, Fratelli d’Italia è fuori dall’alleanza in Abruzzo, non certo per responsabilità del partito della Meloni ma per il comportamento infantile, squadrista e irresponsabile di un sindaco che dovrebbe rappresentare la classe dirigente di una città come L’Aquila che invece pensa a progettare da tempo la fuga dall’amministrazione comunale per approdare in Regione solo per avere stipendi e indennità più alte. Con il coordinatore abruzzese e senatore Pagano abbiamo contattato i vertici nazionali che hanno denunciato l’increscioso episodio al leader nazionale Giorgia Meloni – spiega ancora il deputato -. Forse oggi una riflessione andrebbe fatta per dare spazio al partito più forte della coalizione che è rappresentato dalla Lega”.
Martino va giù molto duro col sindaco: “con la massima considerazione per gli impiegati che sono l’anima degli enti pubblici, Biondi deve tornare a fare l’impiegato nel comune di Ocre, voglio ricordare che prima di essere candidato a sindaco, era un dirigente di Casapound, con tutto il rispetto per coloro che credono veramente in quella causa e rimangono convintamente nel movimento”.
“Voglio anche ricordare che Biondi ha contestato la mia candidatura perché non sono dell’Aquila, ma originario di un comune a 60 chilometri dal capoluogo regionale, mentre sta sostenendo con forza la candidatura alla presidenza della Regione di una persona degna di rispetto umano e politico come Marsilio, ma che è nato e vissuto a Roma, oltre ad essere coordinatore del Lazio, la classica doppia morale per fini politici personali. Se continua così, non sarà l’anatra zoppa a mandarlo a casa, ma la Comunità aquilana”, conclude.






