CHIETI – Bagarre ieri senza su Rete 8 durante il confronto elettorale tra i candidati presidenti alla Regione Abruzzo, tutti presenti tranne uno, l’uscente Gianni Chiodi.

Una serata tv di fuoco e fiamme.

Luciano D’Alfonso, candidato per il centrosinistra, le ha suonate all’assente Chiodi, tirando fuori la vicenda dell’amante Letizia Marinelli – scoperta via rimborsi per spese istituzionali – e definendo il tutto come “politica della pornografia”.

Lo stesso D’Alfonso, che ha puntato molto ai famosi 300 mila voti che già considera suoi, è stato poi bastonato da Maurizio Acerbo, candidato presidente con Rifondazione comunista,  sul fronte della discarica di Bussi sul Tirino, caso che ha fatto il giro della nazione, e tirando dentro Giuseppe D’Ambrosio, ex sindaco di Pianella (Pescara), candidato, tra le proteste, con il Centro democratico in appoggio a D’Alfonso, ma soprattutto esponente di spicco del cosiddetto ‘partito dell’acqua’ che si sarebbe creato in Abruzzo nell’ambito dell’Ato numero 4 pescarese, oggi fortemente indebitata e nel ciclone, a capo dell’azienda pubblica quando, prima del 2007, secondo i pm 700 mila abruzzesi hanno bevuto acqua inquinata dalla discarica di Bussi.

Ma la bomba della serata è senza dubbio quella sganciata da Sara Marcozzi, giovane candidata del Movimento 5 Stelle: “Alle scorse elezioni ho votato per Chiodi”, ‘perla’ che si inserisce alla perfezione in una serata di polemiche e accuse reciproche con l’assenza, pesante, di quel Chiodi tirato in ballo e costretto oggi a un comunicato stampa. 

“Mi spiace dover constatare come il clima preelettorale sia contaminato da atteggiamenti strumentali,  che si nutrono di polemiche create ad arte e di notizie false, finalizzate a screditare l’antagonista politico”, òle parole del governatore uscente e ricanditato per il centrodestra.

“La mia mancata partecipazione – spiega – non ha secondi fini, né spiegazioni dietrologiche. Molto semplicemente, ero impegnato nella firma della Convenzione per la partecipazione della Regione Abruzzo all’Expò di Milano. Un impegno già programmato da tempo e che prevedeva la presenza di ospiti provenienti da Milano. Non sarebbe stato dunque possibile mancare ad un appuntamento così importante. Avevo manifestato la disponibilità a partecipare all’incontro di Rete8, valutando insieme agli  altri i rispettivi impegni, ma non ho avuto riscontro. Credo perciò che sia intellettualmente disonesto motivare la mia assenza con ragioni che non hanno alcun fondamento reale. Non mi sono mai sottratto al confronto con i miei avversari, tantomeno intendo farlo ora. Ritengo dunque che non si debba raccontare una versione diversa da quella dei fatti”.

“Senza contare che un dibattito privo del candidato del centro-destra viola le regole di correttezza che ciascun giornalista dovrebbe rispettare e inquina i principi della par condicio, tanto sbandierati quando si ha convenienza nel  farlo. Per quanto mi riguarda, mi spiace che i telespettatori possano essere stati tratti in inganno sulla mia mancata partecipazione.  Ma credo che i giochi e le bugie abbiano comunque sempre vita breve e che la verità venga sempre a galla”, conclude Chiodi.