L’AQUILA – Abruzzo facile e veloce: nell’era della “twittercrazia” e del “take away”, colpisce per audacia semantica il nome di una delle otto, forse nove liste in via di composizone che sosterranno la candidatura di Luciano D’Alfonso a presidente della Regione Abruzzo, assieme a quelle di Partito democratico, Partito socialista italiano, Sinistra, ecologia e libertà, Italia dei valori, Centro democratico, Abruzzo Liberale, Lista civica ‘D’Alfonso presidente’ e forse quella dell’Unione di centro, o di parte di essa.

Una lista dal sapore ‘nuovista’, dunque, Abruzzo facile e veloce, eppure a guardarci dentro, dal contenuto antico, che rimanda addirittura ai tempi di Agostino Depretis, primo ministro di fine Ottocento, che sdoganò e anzi esaltò le virtù della pratica poco commendevole del trasformismo, ponendo in tal modo uno dei fondamentali della pratica politica in Italia.

E infatti lo stratega D’Alfonso ha concepito questa lista proprio per accogliere quanti avranno desiderio, nelle file del centrodestra, di affrontare, dietro al candidato presidente della fu parte avversa, una nuova avventura alla conquista o al mantenimento di un seggio all’Emiciclo.

Alcuni nomi già circolano con insistenza: il primo è quello di Antonio Prospero, oggi consigliere regionale di maggioranza con Rialzati Abruzzo, uomo forte del Vastese, in quello che fu l’allora regno di Remo Gaspari, di cui Prospero è stato delfino e strenuo ammiratore. Altro possibile ‘velocista’ è Angelo Di Paolo, assessore ai Lavori pubblici della Giunta regionale di Gianni Chiodi, seppure con parecchi malumori, anche lui eletto con Rialzati Abruzzo, fortissimo nella sua valle Roveto.

E poi Daniela Stati, che della Giunta Chiodi fu assessore alla Protezione civile, eletta nel 2008 con il Popolo della libertà nella Marsica per poi divorziare politicamente a metà legislatura, per seguire Gianfranco Fini nella sua sfortunata avventura scissionista.

D’Alfonso non mostra però alcun imbarazzo, ed anzi ad AbruzzoWeb, a margine del congresso regionale della Cgil, così argomenta con consumata abilità dialettica: “Dovunque si è votato in Italia, prendiamo il Piemonte con Sergio Chiamparino, in Molise con Laura Frattura, ma anche in Sardegna e Basilicata, alle elezioni si sono presentate liste di identità politica, liste di identità partitica, liste della società e liste appunto di coloro i quali mettono a disposizione esperienza e che provengono da un’altra parte politica. L’importante poi è la capacità politica a mantenere unito il quadro”.

Insomma, lascia intendere D’Alfonso, non scomodate il Gattopardo e il principe di Salina rassegnato davanti alla politica che “cambia tutto perché niente cambi”: imbarcare l’ex-avversario politico per conservare o conquistare il potere non è affatto un cosa negativa, come spiegò lo stesso Depretis in un memorabile discorso parlamentare del 1882: “Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?”.

E dalla sua D’Alfonso ha poi un argomento ancora più forte, che induce, più della filosofia politica, chi nel suo partito e tra gli alleati storce il naso a fare buon viso a cattivo gioco: una cosa che accomuna infatti tutti e tre i probabili componenti della lista Abruzzo facile e veloce è il loro essere ‘campioni’ di consensi in territori decisivi per la partita delle Regionali.

Nelle politiche del 2008, Prospero prese infatti ben 2.794 voti, nella Marsica Angelo di Paolo è stato votato da 2.746 persone. E Daniela Stati vera record-woman del consenso, ad Avezzano fece il pieno con 8.787 preferenze.