L’AQUILA – La lunga marcia che porterà alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale è già iniziata. E poco importa che di mezzo ci siano le politiche.
Gli abruzzesi saranno chiamati a scegliere i nuovi inquilini dell’Emiciclo a cavallo della fine del 2013 e l’inizio del 2014 e molta acqua passerà fino ad allora sotto i ponti della politica nostrana ma c’è già chi si addentra in prospettive e proiezioni. E i dati snocciolati dal sito scenaripolitici.com che ha riportato un sondaggio Gpg regalano già qualche sorpresa.
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A partire da quella che sempre più si configura come una realtà del panorama istituzionale Italiano, il Movimento 5 stelle. Nel 2008, quando la coalizione di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, la forza politica (così va chiamata secondo il vademecum stilato da M5S) guidata dal comico genovese Beppe Grillo non esisteva ma in vista delle prossime regionali si conquisterebbe un 14 per cento di tutto rispetto, molto meglio di partiti e formazioni che storicamente operano ed eleggono consiglieri nei vari organi collegiali abruzzesi.
Forse per l’avversione ai consueti schemi elettorali o per l’effetto Sicilia, dove è stata la lista più votata, anche in Abruzzo il Movimento 5 stelle si appresta a sbarcare con numeri importanti anche se alle ultime amministrative c’è stato un andamento a due velocità, con l’elezione del consigliere comunale Manuel Anelli al Comune di Montesilvano (Pescara) e la sonora bocciatura della candidata sindaco al Comune dell’Aquila, Enza Blundo, non entrata neanche in Consiglio comunale.
Tra i due partiti di punta in Consiglio regionale si conferma il duello testa a testa tra Pdl e Pd. Il partito di Alfano e Berlsuconi è in calo di due punti, al 23 per cento, mentre quello di Bersani e Renzi ha un vantaggio minimo, 23,5 per cento.
Se il partito che sostiene il presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi in Abruzzo sembra risentire meno della crisi attraversata a livello nazionale, dove tra attesa e curiosità si attendono le primarie del 16 dicembre (salvo ripensamenti dell’ultimo minuto del Cavaliere) è evidente che un cambio di marcia sarà necessario per provare a puntare alla conferma.
I democrat, dal canto loro, sanno di avere la possibilità di riconquistare la Regione dopo l’esperienza, conclusa a suon di manette,di Ottaviano Del Turco ma è tutto da valutare il percorso che verrà attuato dopo le politiche. Una parte chiede le primarie per la scelta del candidato governatore, con l’assessore comunale Stefania Pezzopane in testa, intervistata da AbruzzoWeb nei mesi scorsi ha invocato, le consultazioni popolari, mentre il segretario, Silvio Paolucci, semlre su questo giornale, è sembrato più cauto.
Ciò che sembra potrà essere decisivo è il gioco delle alleanze. L’Italia dei valori, nonostante la bufera attraversata a livello nazionale dopo l’inchiesta della trasmissione di Rai3 Report sulle proprietà immobiliari del leader partito Antonio Di Pietro, si attesta al 10 per cento, Sinistra ecologia e libertà conquisterebbe il 5,5 dei consensi, Federazione della sinistra (Prc-Pdci) il 3 per cento, Api l’1 per cento.
L’Udc incasserebbe il 7,5 per cento ma è tutto da valutare il cammino che verrà intrapreso per l’elezione del nuovo presidente. In Sicilia l’asse Pd-Udc ha portato alla vittoria di Rosario Crocetta e anche in Abruzzo il partito della Vela siede tra i banchi delle opposizioni, ma la linea politica è tutta da definire visto che nelle quattro province siede in tutti i casi al fianco del centro destra e, anzi, può vantare anche un presidente a Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.
Dall’altro lato della barricata l’unico partito che sostiene Chiodi, l’Mpa, è dato allo 0 per cento. Un tracollo, secondo il sondaggio, del partito con cui il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis fu eletto quattro anni fa ma anche in questo caso gli scenari politici nazionali potrebbero farla da padrone. Nonostante l’importante carica ricoperta nel partito di Raffaele Lombardo, è il vice segretario nazionale, De Matteis potrebbe scegliere di accasarsi in altri lidi, o dare vita a clamorosi ritorni, come quello, di cui si parla, nell’Udc di Pier Ferdinando Casini da cui uscì sbattendo la porta.
L’altra forza di rilievo del centrodestra in grado di garantire un minimo di sostegno al Pdl è La Destra di Francesco Storace, al 3 per cento secondo il sondaggio. Stesso dato anche per Futuro e libertà, ma attualmente il duo Daniela Stati–Berardo Rabbuffo è schierato all’opposizione.
Italia Futura, il progetto politico del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, si attesta all’1,5 per cento mentre secondo il sondaggio i partiti che riuscirebbero a conquistare l’1 per cento dei consensi sono Forza nuova, altri del centrodestra (Udeur, Adc, Psda, Pid, Npsi), Radicali, mentre i Verdi, non raggiungerebbero neanche questa quota, fermandosi allo 0,5 per cento.
Ultimo dato: dalle prossime regionali si voterà con una nuova legge, che prevede l’elezione di 31 consiglieri e l’eliminazione del listino collegato al presidente.
Un motivo in più per valutare in maniera accorta candidature e fare scelte di cui potrebbe risentirne non solo il singolo partito, ma l’intera coalizione.





