PESCARA – Potrebbero arrivare entro Natale altre 200 tonnellate di rifiuti in più al giorno dalla capitale Roma, a rischio di emergenza.
La notizia l’ha confermata il sottosegretario della giunta regionale, con delega all’ambiente, Mario Mazzocca di Articolo 1-Liberi e uguali.
Notizia commentata con asprezza in una nota da Mauro Febbo di Forza Italia, che accusa anche il Movimento 5 stelle di aver consentito l’approvazione martedi scorso in aula del Piano regionale rifiuti, che “prevede anche un vertiginoso aumento della disponibilità delle discariche, passando da 513.427 metri cubi al 31.12.2015 a 1.646.000, praticamente è più che triplicato”, lasciando chiaramente intendere che è li che andranno a finire i rifiuti della Capitale.
“Prendere i rifiuti provenienti da Roma lo reputo una decisione poco coerente e fatta con molto leggerezza poiché andrà a incidere in maniera decisiva nei processi di smaltimento occupando e riempiendo maggiormente le nostre vasche”, ha infatti detto Febbo.
Ma oggi pomeriggio è arrivata la sdegnata precisazione dallo stesso Mazzocca che spiega che tali rifiuti non andranno in discarica, come insinuato da Febbo, le chi dicharazini sonon liquidate come “chiacchiere da bar”.
L’accordo prevede infatti – fornisce i numeri precisi Mazzocca – il conferimento e il trattamento di rifiuti urbani per massimo 100 tonnellate al giorno per 300 giorni lavorativi, rispettivamente agli impianti della Deco Spa, impianto di recupero di Chieti, al Cogesa Spa, impianto di trattamento meccanico biologico Tmb di Sulmona (L’Aquila) che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse.
Quindi, l’ulteriore accordo in fase di studio prevede in totale di massimo 200 tonnellate al giorno per 300 giorni lavorativi, che si aggiungerebbero a quelli già prorogati per il 2018 ad Aciam Spa, per un quantitativo massimo di 180 tonnellate al giorno e comunque non oltre le complessive 40.150 tonnellate all’anno. Non dunque in discarica, ma in impianti di trattamento.
“Pertanto per il 2018, nell’eventualità la Giunta Regionale decida di sottoscrivere l’ulteriore accordo, in Abruzzo verrebbero conferiti per il trattamento un massimo di 380 tonnellate al giorno per 300 giorni lavorativi”.
Mazzocca accusa varie testate di non aver riferito correttamente la notizia.
Come si legge sull’agenzia di stampa Adnkonos, la fonte della notizia, “La giunta regionale dell’Abruzzo ha deliberato il via libera alla sottoscrizione di nuovo accordo con la Regione Lazio per smaltire 300 tonnellate al giorno di rifiuti. Già negli anni scorsi l’Abruzzo aveva chiuso accordi per il trattamento di rifiuti di Roma, l’ultimo prevedeva lo smaltimento di 180 tonnellate al giorno. Quest’anno all’Abruzzo è stata chiesta una maggiore disponibilità. ‘Abbiamo deliberato l’approvazione di un nuovo accordo per ulteriori 120 tonnellate al giorno”, annuncia all’Adnkronos il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale dell’Abruzzo Mazzocca spiegando quindi la disponibilità per il trattamento di “un totale di 300 tonnellate al giorno”.
A Mazzocca sarebbe bastato precisare dove questi rifiuti sarebbero stati conferiti, per evitare fraintendimenti.
La notizia arriva a strettissimo giro all’approvazione nel consiglio regionale abruzzese dell’attesa “Norma a sostegno dell’economia circolare – Adeguamento del piano regionale di gestione integrata dei rifiuti (Prgr)” che aggiorna il Piano vecchio di dieci anni.
Una norma passata grazie all’opposizione di centrodestra e a quella del Movimento 5 stelle, che pur votando contro il provvedimento, hanno garantito, restando in aula, il numero legale, che da sola la maggioranza di centrosinistra non aveva, a causa delle assenze.
Le due opposizioni hanno spiegato la loro scelta con la necessità di evitare all’Abruzzo le pesanti penalità previste, in caso di mancata approvazione, previste da una procedura di Infrazione aperta dall’Unione europea, per il mancato adeguamento del Piano regionale, ritardo che è anche eredità dell’inerzia della precedente amministrazione.
“Questa Regione – prosegue Mazzocca – sta facendo la sua parte, secondo un criterio di sussidiarietà tra regioni, concetto che ha ispirato anche il nuovo Piano regionale, al fine di evitare criticità ambientali ai cittadini delle comunità interessate, coscienti che il proprio sistema impiantistico, pubblico e privato, può garantire le necessarie attività, secondo criteri di compatibilità ambientale e corretta gestione da parte degli operatori interessati”.
“Non commentiamo, infine – conclude il sottosegretario –, il puerile tentativo di taluni rappresentanti dell’opposizione di mistificare dei fatti, ormai incontrovertibili, in ordine al Piano regionale dei rifiuti”.
“I fatti parlano di un Piano regionale univocamente indirizzato verso la Strategia “Rifiuti Zero”, – prosegue Mazzocca – volto a riprogettare la vita ciclica delle risorse per riutilizzare tutti i prodotti riducendo i rifiuti da conferire in discarica. Un Piano Regionale contro l’incenerimento o l’uso di discariche, mediante l’attuazione coordinata di misure quali la riduzione della produzione dei rifiuti, l’aumento della raccolta differenziata, il riuso e recupero dei materiali, la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, l’uso ottimale delle discariche esistenti (inclusi gli ampliamenti da tempo autorizzati) ed il contestuale divieto di realizzare nuove discariche. Altro che aumento della disponibilità di discariche (qualcuno farebbe meglio a giocarsi al lotto i farneticanti numeri relativi a tanto presunte quanto inesistenti tonnellate in più”.
“La disponibilità totale – conclude Mazzocca – in realtà, si dimezza: bastava, infatti, appena sfogliare il ‘Piano Rifiuti’ appena approvato per apprendere come “il piano non ha previsto nuovi ampliamenti per le discariche rispetto al Piano approvato con la Legge regionale 45 del 2007; nel caso si realizzassero gli ampliamenti già autorizzati, si stima che tale capacità residua ammonterebbe a ca. 1.270.000 metri cubi”, come si evince agevolmente dalla allegata tabella. Il resto sono solo chiacchiere da bar che volentieri lasciamo ad altri”.
“Più che salvare l’Abruzzo dalle multe europee a voi interessa salvare Roma della vostra Virginia Raggi da una devastante emergenza rifiuti portandoli in Abruzzo…”.
E’ l’oscura battuta al vetriolo rivolta ai colleghi del Movimento 5 stelle, buttata lì dal consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, poco prima dell’approvazione del piano regionale rifiuti, grazie al mantenimento del numero legale in aula da parte del centrodestra e dei grillini, “per evitare la procedura d’infrazione dell’Unione europea”.
Che cosa c’entrava Roma con questo importante provvedimento atteso da 10 anni, per lo stesso Febbo “è diventato a tutti chiaro” dopo l’annuncio da parte il sottosegretario della giunta regionale, con delega all’ambiente, Mazzocca dell’arrivo in Abruzzo di altre 120 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno dalla Capitale, che si aggiungono alle 180 tonnellate già “importate” da anni, per evitare l’emergenza rifiuti che rischia di esplodere con l’imminente termine dell’accordo con l’Austria.
“Rilevo la palese incoerenza dei pentastellati abruzzesi – ha spiegato poi Febbo in una nota – che a quanto pare hanno capito fin troppo bene i meccanismi della politica. Infatti non vediamo e leggiamo comunicati contro la decisione di accogliere 300 tonnellate di indifferenziata della Città di Roma nelle nostre discariche. Rimango stupito dal silenzio dei movimenti, associazioni ambientaliste. Forse i rifiuti della Raggi sono migliori rispetto a quelli provenienti da altre regioni d’Italia? Come mai sono rimasti in aula anche loro per garantire il numero legale, ma non gridano all’ inciucio, come fanno normalmente nei confronti del centrodestra?”
Forse perché in quel piano, insinua Febbo “è previsto un vertiginoso aumento della disponibilità delle discariche, passando da 513.427 metri cubi al 31.12.2015 a 1.646.000, praticamente è più che triplicato”.
Il riferimento di Febbo in un emendamento firmato da Mazzocca e dal consigliere Lorenzo Berardinetti, in cui si dispone l’aumento di alcune discariche abruzzesi.
Esattamente la discarica di Magliano dei Marsi (L’Aquila) che passa dalla capacità residua al 31 dicembre 2015 di 2.000 tonnellate, a 40 mila tonnellate, la discarica Civeta di Cupello (Pescara) da 16.944 a 470.000 tonnellate, la discarica Eco.lan di Lanciano da 198.540 a 360.300, la Cirsu di Notaresco (Teramo) da 1.299 a 485.000 tonnellate.
Infine la discarica del comune di Chieti, in fase di saturazione, acquista una capacità futura di 112.700 tonnellate.
È stata invece eliminata la previsione di ampliamento della discarica di Atri (Teramo), contenuta nel piano rifiuti predisposto anni fa dalla Provincia di Teramo, a ridosso di una riserva naturale di notevole valore quale quella dei Calanchi di Atri”, ha spiegato in una nota Mazzocca.
“Prendere i rifiuti provenienti da Roma lo reputo una decisione poco coerente e fatta con molto leggerezza poiché andrà a incidere in maniera decisiva nei processi di smaltimento occupando e riempiendo maggiormente le nostre vasche”, ha concluso Febbo.





