L’AQUILA – “Sono stato un promotore del Comitato del si, quindi sono tra gli sconfitti, penso che questo risultato sia una risposta scomposta nei confronti degli atteggiamenti di  Matteo Renzi, la sua presunta strafottenza, la prepotenza, la sua megalomania sono state punite al di là dei risultati e delle iniziative importanti che ha intrapreso per il Paese”.

Queste le parole dello psichiatra aquilano, il dottor Vittorio Sconci, direttore dal 2012 del dipartimento di salute mentale della Asl dell’Aquila, che tra politica e psicologia analizza, dopo la vittoria del no e le dimissioni del presidente del Consiglio, gli aspetti anche introspettivi che hanno portato gli italiani a scegliere di non modificare la Carta costituzionale.

“Ha fatto delle cose in poco tempo in cui nessuno è riuscito in 70 anni di Repubblica – rimarca – La legge sulle  unioni civili, la quella sull’autismo, il jobs act, i 500 euro ai 18enni, il riordino dei musei in Italia. Eppure queste cose importantissime, che ci pongono a livelli alti della dinamica politica europea, ci fanno diventare un popolo abbandonato ai soliti papocchi pseudo politici che vanno ad accusarlo come persona, e non come un buon capo del governo”.

“Sono stati puniti – prosegue – i dati caratteriali e la politica è passata in secondo piano ed è una cosa molto triste: un governo molto bello come questo non me lo ricordo dai tempi del primo  governo Prodi, fatto cadere da Massimo D’Alema, il quale anche oggi ha le sue responsabilità nella disfatta”.

Sempre per Sconci, “la cattiveria della sinistra del partito, l’invidia e il rancore di cui ho parlato, a carattere generale, in questi giorni in un convegno a Roseto, li ritrovo nella pseudo sinistra del partito”.

Sconci per anni si è considerato uomo di sinistra, di quella sinistra che oggi ha scaricato lo stesso Renzi e conclude con un pensiero, un ricordo amaro: “Se penso che da giovane ho militato nel partito… Per fortuna me ne sono andato 20 anni fa!”.

Ma Sconci è fedele alle sue idee, a lui Renzi convince e conclude, assicurando battaglia, di essere “pronto per le prossime sfide. Renzi a me piace e anche tanto, l’unico, secondo me, che può dare una mano a cambiare l’Italia e a farlo al meglio!”.