L’AQUILA – “Credo che il bicchiere sia mezzo pieno. Nonostante il fronte del no abbracciasse tutte le opposizioni, da destra a sinistra, con dentro un pezzo del Pd, e nonostante abbia avvertito un clima di desolante disimpegno di parte della classe dirigente, all’Aquila il sì ha raggiunto il 35%”.
Lo rimarca in una nota la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, che non lesina bacchettate commentando l’esito del referendum costituzionale, dove appoggiava la fazione sconfitta del sì.
Un risultato, quello aquilano, secondo la Pezzopane “raggiunto con il lavoro, l’impegno e il sacrificio mio e di pochi altri. Da soli – rivendica – abbiamo conquistato un 35%, un risultato che il Pd aquilano (o una parte del Pd?) può ascrivere praticamente tutto a sé, da cui è importante ripartire” anche, sembra sottintendere, in vista delle elezioni comunali 2017.
Per la Pezzopane “è stata una campagna elettorale appassionante. Ho girato comune per comune, piazza per piazza, casa per casa, senza risparmiarmi, con 106 incontri – ricorda – Ho avuto modo di confrontarmi con la gente direttamente. Non ho preso parte solo ai grandi eventi con ministri e sottosegretari, ma anche a piccoli incontri, faccia a faccia con la gente”.
“Ho incontrato tanti cittadini convintamente schierati per il sì, per il cambiamento, molti decisamente per il no. Un no motivato da diverse questioni – spiega poi – Non c’era in ballo soltanto la riforma, ma crescevano reazioni di rivalsa politica, la volontà di colpire il presidente del Consiglio. Contemporaneamente prevaleva un senso di conservazione per la costituzione mai tanto studiata e discussa. Un no alimentato più di contrapposizione, che di proposta”.
Sempre secondo la senatrice, “i segnali della vittoria del no, comunque, erano nell’aria e proprio per questo ho insistito nel difendere la necessità del cambiamento e ho intensificato gli sforzi, mettendoci come al solito la faccia. Ho sempre considerato nefasti i tatticismi gattopardeschi della politica”.
“La sconfitta del sì è deludente – confessa poi – Deludente perché gli italiani, che fino a qualche mese fa si dichiaravano contro i costi della politica, non hanno voluto cogliere l’opportunità del cambiamento. Non credo che lasciare tutto com’è sia la scelta migliore. Alle prossime elezioni voteremo ancora per il Senato e rimarremo inchiodati alla lentezza dei due rami del Parlamento impegnati nello stesso identico lavoro. Ma il popolo è sovrano e le sue scelte meritano rispetto”.
Quanto al premier uscente, Matteo Renzi, “come aveva ampiamente annunciato, si è dimesso, con un discorso straordinario e di grande dignità. Un comportamento di grande onestà, che appartiene a pochi”, rimarca ancora.
“Intanto le forze politiche del fronte del no continuano a dire cose opposte l’una all’altra, paventando scenari di nuovi governi o di elezioni, di governi tecnici o di governi di unità nazionale con ritorno al proporzionale – accusa poi la Pezzopane – Io continuerò il mio lavoro, ringrazio tutti quelli che ci hanno messo testa e cuore, il Pd con i tanti giovani impegnati ed i comitati per il sì”.
“La democrazia è bellissima anche quando va in direzioni diverse da quelle che volevi. Dalle sconfitte spesso nascono grandi vittorie. La parola, ora, al presidente Mattarella”, conclude.






