L’AQUILA – In Abruzzo alle ore 23, ora di chiusura dei seggi e della rilevazione definitiva dell’affluenza, ha votato il 67 per cento degli aventi diritto, in linea con la media nazionale. 

Per il referendum costituzionale, con le “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, urne aperte dalle 7.

Il corpo elettorale, ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 uomini e 24.249.670 donne.

Si decide la sorte della riforma costituzionale. Ma il risultato influenzerà anche le sorti del governo Renzi.

Duecentotrentasei giorni dal via libero definitivo del Parlamento (12 aprile 2016) al voto di oggi, passando per 5.600 votazioni tra Camera e Senato, 4.500 interventi, 83 milioni di emendamenti che hanno portato il provvedimento a 122 modifiche finali.

Questo, in sintesi, l’iter “numerico” della riforma sulla quale saranno chiamati a esprimersi 50,7 milioni di italiani, di cui circa 4 milioni residenti all’estero.

Stop al bicameralismo perfetto. Federalismo rivisto e corretto (meno poteri alle Regioni, più allo Stato). Abolizione definitiva delle Province e del Cnel. Sono i pilastri della riforma costituzionale su cui si voterà nel referendum del 4 dicembre.

Per conoscere il risultato bisognerà attendere la fine dello spoglio, che comincerà subito dopo la chiusura del seggio elettorale.

GLI EXIT POLL

In base al secondo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum il Sì è al 41-45%%, il No è al 55-59%.

In base al primo exit poll di Emg per La7 sul referendum il Sì è a quota 41-45%, il No a 55-59%. 

Un dato che viene confermato anche dagli altri exit poll. In base al primo exit poll di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 42-46% ed il No al 54-58%.

In base al primo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum il Sì è al 41-45%, il No è al 55-59%.

L’AFFLUENZA

Alle ore 19 l’affluenza in Abruzzo è del 57,12 per cento, il dato migliore tra le regioni del Mezzogiorno, ma lontano dalle percentuali registrate dalle Marche in su, tutte tra il 60 e il 66 per cento.

Alle ore 12 l’affluenza era del 20,14 per cento, mentre in Abruzzo del 18,31.

La provincia con l’affluenza maggiore era quella di Chieti (18,8), quella dove a votare è il minor numero di elettori è quella dell’Aquila, con il 17,5 per cento. Pescara al 18,52 per cento e Teramo al 18,25.

GUIDA AL VOTO

Il testo del quesito del referendum costituzionale è di stile molto diverso dalle burocratiche schede del passato. Questa scelta, conseguente alle disposizioni di legge del ‘70, se da una parte promuove la necessità di chiarezza, dall’altra ha già acceso la polemica politica.

IL TESTO

Nella scheda elettorale per il referendum che potrebbe confermare o respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, comparirà questo quesito: “Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

COME SI VOTA

Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il ‘Sì’ e una con il ‘No’. Basta barrare con una ‘x’ la propria scelta. Non c’è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare.

LA RIFORMA

CAMERA

Sarà l’unica a votare la fiducia. I deputati restano 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi.

SENATO

Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma la riforma lo ridimensiona nel numero dei senatori e nelle competenza. Sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali (21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), più 5 nominati dal capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali. Per quanto riguarda le leggi ordinarie, potrà chiedere alla Camera di modificarle, ma l’assemblea di Montecitorio non sarà tenuta a dar seguito alla richiesta.

SENATORI-CONSIGLIERI

Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli regionali, a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli, una volta insediati, saranno tenuti a ratificare la scelta. I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco.

IMMUNITÀ

I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato.

FEDERALISMO

Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi anche nei campi di competenza delle Regioni, ‘quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale’.

DDL GOVERNO: VOTO IN DATA CERTA

I Regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl del governo; vengono introdotti limiti al governo sui contenuti dei decreti legge.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti della nuova assemblea; dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum è più basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi).

CORTE COSTITUZIONALE

Dei 5 giudici Costituzionali di elezione parlamentare, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato.

REFERENDUM

Introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme: per renderlo valido basterà che voti la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali.

REFERENDUM PROPOSITIVI

Vengono introdotti con la riforma; una legge ordinaria ne stabilirà le modalità di attuazione.

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE

Salgono da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste.

LEGGE ELETTORALE

Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera.

PROVINCE

Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente.

CNEL

Abrogato il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, organo costituzionale secondo la Carta del 1948.