L’AQUILA – Il referendum sulla giustizia comincia a scaldare i cuori nel capoluogo di regione: anche ieri tanta gente è intervenuta per la presentazione del comitato Società civile per il no che ha esordito al palazzetto dei Nobili, all’Aquila, con lo scopo di opporsi alla riforma.
“L’obiettivo della riforma”, ha detto Maura Manzi, giudice civile del tribunale aquilano, “quello vero, è l’indipendenza della magistratura che è un valore inestimabile, che tende a garantire tutti, soprattutto i più deboli dai poteri forti. Anche dopo la riforma Nordio continuerà a essere scritto nella nostra Costituzione che la magistratura è indipendente, ma questo principio è scritto anche nelle costituzioni di Paesi con regimi dittatoriali quali Cina, Iran, Russia. Non basta scriverlo ma bisogna che questo principio sia effettivo affinchè possa operare. Allora cosa distingue l’Italia dai Paesi autoritari? La differenza sta nel fatto che nella Costituzione ci sta il Csm (Consiglio superiore della magistratura) cui sono attribuite funzioni importantissime che consentono al magistrato di decidere liberamente senza condizionamenti. Il Csm decide sulle nomine, sui trasferimenti, ha il potere disciplinare. E poi c’è il principio di unicità della magistratura e della giurisdizione”.
“Tutte le figure sono in un unico ordinamento in quanto l’obiettivo è solo la ricerca della verità. Quando diciamo che il Pm è, in realtà, una parte che non deve accusare a tutti i costi come fa pure il giudice. Ma la riforma del ministro Carlo Nordio va a incidere su questi due pilastri importanti e cambia quello che è l’assetto di oggi. In primo luogo intervenendo sulla nomina dei membri del Csm che si compone per due terzi di magistrati eletti e un terzo da una componente laica, oltre ai membri di diritto. La riforma non altera le proporzioni ma viene inserita una nuova modalità di nomina della componente togata e laica che si è deciso di affidare al sorteggio, un sorteggio tra i 9mila magistrati senza che ci sia stata una candidatura e una preparazione. Ne verrà fuori un gruppo disorganizzato. Ma la cosa peggiore che è indice della finalità è che anche per la componente laica, quella indicata dalla politica, è previsto il sorteggio. E’ un sorteggio truccato perché verranno estratti a sorte non tra tutti gli avvocati o i professori candidabili ma quelli all’interno di una lista predisposta dal Parlamento, quindi dal governo in carica. In realtà si vuole che la componente laica prevalga sulla maggioranza disorganizzata. La falange politica avrebbe la meglio sui magistrati estratti a sorte”.
“La legge Nordio istituisce l’Alta Corte disciplinare con poteri sanzionatori”, prosegue la giudice, “in quanto l’attuale sistema del Csm viene considerato eccessivamente lassista. Se vediamo i dati non rispecchiano questa affermazione in tema di produzione ed errori giudiziari. Qui si vuole istituire un organo che faccia da manganello per i magistrati e influire sulla funzione giurisdizionale. Anche qui ci sarà il sorteggio”.
“L’autonomia”, ha aggiunto, “è il vero valore da difendere e la separazione delle carriere non è un tema di grande rilievo con dati poco significativi, il vero problema sono i tempi della giustizia. La riforma non se occupa ma ha solo lo scopo di limitare e controllare la magistratura e l’obiettivo non mi pare nemmeno troppo nascosto”. A suo avviso, inoltre, il costo di un altro Csm, circa 50 milioni, potrebbe essere utilizzato per altri impieghi come sistemare i precari.
“E’ lunghissima la lista degli attacchi che gli esponenti politici di maggioranza hanno fatto alla magistratura”, ha detto il professor Lelio Iapadre, economista, tra i relatori di questo incontro, “con i motivi più diversi. Quello che sta dietro agli attacchi è che il consenso elettorale dipende dal “coraggio” con cui hanno deciso di difendere l’Italia dalla presunta minaccia degli stranieri. E in questa retorica abbiamo saputo che oltre mille persone sono morte in mare a causa del maltempo in Sicilia con pochissimi commenti anche da parte di forze di sinistra. Perchè questa ossessione per la difesa dei confini? Serve ad alimentare l’imbroglio del nazionalismo che si coniuga con la parola identità. L’identità è una parola tossica in quanto serve a creare la differenza tra noi e gli altri e serve ai gruppi di potere a nascondere i veri problemi. E’ indiscutibile che nelle città ci sia insicurezza ma si dovrebbero assumere molte persone tra le forze di polizia e pagarle meglio perchè fanno un lavoro terribile e rischiano la vita, meritano molto di più. La giustizia è lenta ma non si risolve con questa riforma”.
“Per risolvere questi problemi, compresi quelli dei salari bassi, ci vogliono i soldi dei contribuenti, ovvero le tasse che andrebbero pagate. Le stime più prudenti in Italia parlano di cento miliardi di evasione fiscale all’anno. La retorica sugli stranieri serve a coprire questo problema su cui lo Stato non vuole intervenire. Basta guardare ai tanti condoni”.
In relazione al sorteggio nel Csm per Iapadre è un meccanismo assurdo: nessuno penserebbe, per esempio nella comunità accademica, “di scegliere un rettore con il sorteggio”.
Altri spunti interessanti sono arrivati dalla componente della consulta giuridica della Cgil, Matilde Bidetti, Gianna Fracassi, segretaria generale Flc-Cgil, Betty Leone vice presidente Anpi nazionale.
Per l’avvocato Bidetti la riforma ha un significato ideologico all’insegna del “non disturbare il manovratore” finalizzato a modificare l’equilibrio della Costituzione.





