L’AQUILA – Il Popolo della libertà abruzzese appoggerà, politicamente e praticamente, la nuova campagna referendaria di 12 quesiti “Giustizia giusta” promossa dai Radicali italiani.

L’accordo, che non prelude a un’alleanza politica, è stato ufficializzato oggi in conferenza stampa alla presenza del segretario nazionale radicale, Mario Staderini, e del coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, oltre che dal segretario regionale del Partito socialista italiano, Massimo Carugno, e del consigliere regionale pidiellino Riccardo Chiavaroli, ideale ‘anello di congiunzione’ vista la sua origine radicale.

Il Pdl Abruzzo si farà carico di raccogliere le firme, contando di arrivare all’obiettivo delle 50 mila firme da qui al 20 settembre, data fissata dagli organizzatori per consegnarne 500 mila controllate in tutta Italia entro il 30.

“Sui referendum abbiamo Pdl da una parte, Prc, Sel, Psi dall’altra, invece il Partito democratico a oggi non si è impegnato su nessuno dei 12 quesiti e la cosa mi fa specie”, ha detto Staderini.

“Penso in particolare ad alcuni dei quesiti, come quello sul divorzio breve, sulla Fini-Giovanardi o sull’immigrazione – ha aggiunto – Non basteremo noi Radicali o il solo Forum immigrazione del Pd a raccogliere 1 milione di firme, che sarebbe la migliore risposta a chi, come Calderoli o quelli che tirano le banane, crede di poter continuare con l’ideologia del razzismo e della paura. Su questo ora il Pd ha un banco di prova, dipende da loro”.

Per il segretario radicale, comunque, “il vero alleato devono essere i cittadini sui referendum che vedono i Radicali da soli ancora una volta, come quello sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Su quello non ci aiutano neanche i grillini – ha attaccato – speriamo che al di là del via libero di Grillo il Movimento 5 stelle si possa impegnare direttamente in una battaglia che ci vede uniti nelle posizioni e anche nella lotta”.

“Saremo di supporto e aiuto a questa battaglia che abbiamo fatto nostra – ha detto Piccone – i Radicali ci hanno dato una lezione, parliamo da tempo di giustizia ma non si muove ‘paglia’ e invece loro hanno proposto un referendum che potrebbe decidere la battaglia fatta nelle Camere”.

Sui quesiti relativi alla giustizia, che sono in parte preponderante tra i 12, Piccone spiega che “non si capisce perché in questo Paese solo i magistrati non debbano pagare per i loro errori quando sbagliano. Questo è un referendum da veri liberali che mi attira particolarmente”.

Carugno ha ricordato che “nelle battaglie sui diritti, radicali e socialisti sono sempre andati di pari passo. Oltre la giustizia non si devono perdere di vista i temi sociali”.

Quanto a Chiavaroli, il consigliere ha ricordato che “il presidente Gianni Chiodi con scelta personale ha sottoscritto tutti i quesiti, un significato che assume anche valore politico”. Alberto Orsini